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L’Ulss 3 ha fornito dispositivi idonei ad evitare il contagio. Medici in prima linea con mascherine appropriate

lunedì 09 Marzo 2020
E’ del 27 fabbraio la nota dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in cui si sottolinea che, a fronte della carenza mondiale di “mascherine filtranti”, queste sono da riservare all’esclusivo utilizzo nei casi debba essere eseguita una procedura invasiva, ad esempio un’intubazione oro-tracheale; la stessa nota sottolinea che le medical mask (“mascherine chirurgiche”) sono idonee in tutti gli altri casi, comprese le visite domiciliari in cui viene raccomandato utilizzo di mascherine chirurgiche, camici, guanti e occhiali.
L’Ulss 3 Serenissima, come tutte le altre Aziende sanitarie, si muove nel rispetto di questa indicazione quanto alla fornitura di materiale ai Medici di Medicina Generale. “La raccomandazione dell’OMS – sottolinea il Direttore Sanitario, dottor Michele Tessarin riferendosi ai contenuti veicolati dall’articolo “Noi, medici in prima linea con mascherine che sono inutili”, pubblicato dal Gazzettino – è stringente, poiché è stata recepita dal Decreto Legge 2/3/2020 già pubblicato in Gazzetta Ufficiale, e riserva precauzionalmente l’uso delle ‘mascherine filtranti’ all’ambiente ospedaliero là dove avvengano manovre invasive sulle vie respiratorie. Nessun privilegio: l’indicazione è dettata invece da una corretta valutazione, in una situazione in cui ogni strumento va utilizzato con attenzione, là dove serve, con appropriatezza. Stupisce quindi leggere di un Medico di Medicina Generale che, ben coperto da anonimato, solleva obiezioni sarcastiche sull’efficacia dei dispositivi di protezione forniti dal Servizio Sanitario Regionale. Non è il momento, questo, per prese di posizioni personali, e per criticare senza ragione i protocolli stabiliti, che sono volti tutti alla più corretta azione di contrasto al contagio”.
 
“Non siamo nel campo delle opinioni – sottolinea il dottor Tessarin – poiché l’efficacia dei dispositivi forniti ai Medici è valutata preventivamente dal Comitato Tecnico-Scientifico, di cui all’art. 2 dell’ordinanza del Capo di Dipartimento di Protezione Civile del 3/2/2020 n. 630. I protocolli vigenti certificano che in questa emergenza, in coerenza con le linee guida dell’OMS e in conformità alle attuali evidenze scientifiche, le ‘mascherine chirurgiche’ fornite ai Medici che operano negli ambulatori sul territorio sono un dispositivo idoneo a proteggere gli operatori sanitari”.
Il tema dei dispositivi e del loro corretto utilizzo è da giorni all’attenzione dell’Ulss 3 Serenissima e dei rappresentanti dei Medici di Medicina Generali, nei loro incontri, che si svolgono quotidinamente dall'esplodere dell'emergenza: “Riteniamo grave – sottolinea il Direttore Sanitario – che un medico parli a titolo personale, in forma anonima, insinuando trattamenti diversi tra operatori sanitari, e minando lo spirito di collaborazione che è fondamentale in questo momento tra tutti i soggetti impegnati nel contrasto al Coronavirus. E’ ugualmente grave che la fondatezza delle sue affermazioni non sia stata verificata dal giornale presso l’Azienda sanitaria, e siano state enfatizzate le sue personali esternazioni, come fossero valide e reali, pur di fare un titolo ad effetto che parla di ‘mascherine che sono inutili’ quando ogni indicazione degli enti preposti le smentisce”.
L’Azienda sanitaria smentisce che presunti passaggi burocratici nella distribuzione del materiale abbiano ritardato le consegne: “I dispositivi, acquistati sul mercato con – sottolinea il dottor Tessarin – da Azienda Zero che, in proposito, ha superato ben note difficoltà, sono stati nella disponibilità della Sede Distrettuale di Favaro Veneto dalla serata di mercoledì 4 marzo, e dalle 13.00 del giorno successivo, come da comunicazione via email delle 12.47, erano a disposizione dei Medici di Medicina Generale, insieme ai restanti dispositivi, anche questi corrispondenti agli standard richiesti”. Checché ne dica l’anonimo medico, che si dipinge come l’unico a lavorare in prima linea, e dimentica invece lo sforzo congiunto di tutti gli operatori dalla sanità, da quelli del Pronto Soccorso fino agli amministrativi dell’Azienda sanitaria, tutti in questi giorni in servizio sia di sabato che di domenica, e anche che di notte.

Su questa polemica, certamente non utile nel grande sforzo che il sistema sanitario e la società tutta stanno affrontando, l'Azienda sanitaria ha apprezzato la presa di distanza della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG), giunta in serata per tramite del rappresentante locale, il dottor Stefano Rigo.
 
Sono 9615 le mascherine consegnate fin qui ai Medici di Medicina Generale, mentre 4853 sono quelle consegnate ai Pediatri di Libera Scelta, e 1288 quelle consegnate ai medici della Continuità Assistenziale. Sono 2209 in totale i camici consegnati, 46.100 i guanti.
Sono 327 su 399 i MMG e 40 su 62 i Pediatri che hanno ritirato i dispositivi a disposizione.
 
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