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Protocollo ERAS nella Chirurgia di Mirano: una migliore gestione pre e post operatoria per gli interventi mininvasivi del colon e del retto

giovedì 20 Febbraio 2020
Nella Chirurgia dell’Ospedale di Mirano della Ulss 3 Serenissima è il terzo anno consecutivo che i chirurghi applicano, per casi selezionati, il protocollo ERAS, che permette al paziente una migliore ripresa delle proprie funzionalità rispetto a quando viene trattato con la metodica tradizionale.
ERAS (“Enhanced Recovery After Surgery”, ovvero “Miglioramento del recupero dopo l’intervento chirurgico”) è un protocollo internazionale, nato dapprima nei paesi del Nord Europa, e da tempo applicato anche in alcune Chirurgie italiane e venete, che viene applicato anche a Mirano per alcuni interventi chirurgici mininvasivi in laparoscopia, per neoplasia di colon e retto: ad oggi sono stati trattati 94 pazienti con questo protocollo, che prevede una partecipazione attiva del paziente nella presa in carico pre e post operatoria.
“Il protocollo – ha spiegato il Facente Funzioni Primario della Chirurgia di Mirano, il Dottor Corrado Da Lio - basato su studi scientifici, consta di 25 punti per la gestione del paziente: questi sono stati adattati alla nostra realtà, coinvolgendo altre figure professionali come medici anestesisti, nutrizionisti, fisioterapisti, dietologi, infermieri, stomisti. La prima fondamentale fase viene denominata “counselling preoperatorio”, cioè un’adeguata informazione al paziente ed ai suoi parenti circa la patologia, il tipo di intervento previsto, l’eventualità di una stomia; il punto successivo è rappresentato dal miglioramento delle condizioni fisiche preoperatorie, come la sospensione del fumo e dell’alcol e l’aumento dell’attività fisica, che vengono consigliate al paziente durante la prima visita ambulatoriale e l’inserimento in lista per il trattamento, e l'abolizione, per gli interventi al colon, della fastidiosa preparazione intestinale con i lassativi, risultata essere poco utile se non addirittura peggiorativa per la persona stessa”. “Durante l'intervento chirurgico – ha continuato il chirurgo - la gestione del paziente, affidata prevalentemente al medico anestesista, continua seguendo tali protocolli condivisi, in un’ottica di multidisciplinarietà, oramai concetto fondamentale per la tipologia sempre più complessa di pazienti che curiamo. Dopo l'intervento il paziente viene aiutato a rientrare alla “normalità” nel più breve tempo possibile, rimuovendo precocemente sondino naso gastrico e catetere vescicale (subito al risveglio il primo e dopo 1 o 2 giorni l'altro), riprendendo la mobilizzazione e l'alimentazione per bocca il prima possibile (dalla sera stessa viene aiutato a sedersi e riprende a bere; dalla mattina successiva comincia un'alimentazione leggera, secondo schema, e viene stimolato a camminare)”.
Tutto questo non può prescindere da una mirata terapia antidolorifica, sempre seguendo schemi validati scientificamente, e dalla laparoscopia, parte integrante di tali protocolli, che viene praticata di routine negli interventi chirurgici a Mirano, anche nel caso di interventi per patologia neoplastica colica in urgenza. L’intervento in laparoscopia, infatti, comporta minor dolore post-operatorio e più rapida ripresa delle funzioni intestinali, oltre all’aspetto estetico, non trascurabile. “Tali accorgimenti – ha aggiunto il Dottor Da Lio - vengono ovviamente adattati al paziente ed alle sue peculiarità, dimostrandosi comunque validi anche e soprattutto nei pazienti anziani e fragili, dove la rapida ripresa dell'alimentazione e delle attività, con più rapida dimissione, consentono un rientro a domicilio nel proprio ambiente familiare prima possibile, identificando nell'ospedalizzazione un aumento della morbilità”.
Successivamente il paziente viene rivisto ambulatorialmente per controllo e per il successivo iter terapeutico, ma può accedere alla struttura in caso di problematiche, in quanto parte della “dimissione protetta”, che consente alla persona per 30 giorni dalla dimissione di recarsi a controllo (per problematiche di competenza) senza impegnativa o accesso al pronto soccorso.
“I nostri professionisti si tengono aggiornati e al passo con i tempi – ha evidenziato il Direttore Generale della Ulss 3 Giuseppe Dal Ben – per garantire ai nostri cittadini una presa in carico e un’assistenza e una cura sempre più efficace in quanto fatta su misura, scommettendo sulla mininvasività e sulla multidisciplinarietà”.


 
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