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Epilessia: anche nel Distretto di Mirano Dolo c’è una risposta a questa malattia neurologica

martedì 18 Febbraio 2020
Può essere paragonato ad un fulmine che colpisce una casa provocando un temporaneo blackout: parliamo di epilessia. Una malattia neurologica causata da una eccessiva scarica elettrica nella materia grigia del cervello che causa un corto circuito. “Nel Distretto di Mirano Dolo – ha spiegato il Primario della Neurologia, il Dottor Luigi Bartolomei – sono seguite circa 500 persone grazie agli ambulatori situati uno a Dolo (Dottoressa Anna Baldan) e uno a Noale (Dottoressa Aurora Panico). Ci occupiamo principalmente del problema dell’adulto, ma qualche volta affrontiamo anche i casi pediatrici. Attualmente la cura più efficace rimane quella farmacologica che varia a seconda del caso trattato”. Nell’immaginario collettivo, quando si parla di epilessia (dal greco “epilambanein”, che significa essere colti di sorpresa), si pensa a persone che improvvisamente, dopo aver urlato, cadono a terra contorcendosi, ma in realtà la epilessia si manifesta visivamente in vari modi, più o meno gravi. “Se pensiamo, ad esempio ai bambini – ha continuato il Primario – l’epilessia in molti casi si evidenzia come una forma di incantamento, tanto che se non diagnosticata in maniera corretta, genitori e insegnanti, possono scambiarla piuttosto come una forma di disattenzione del bambino”. Ci sono delle forme che, a seconda della zona che colpiscono del cervello, causano delle difficoltà motorie, talvolta solo da una parte del corpo con connessi anche dei tremori, alla bocca o all’occhio; in altri casi, se la parte colpita del cervello è quella emotiva, accade anche che la persona, prima della crisi, sia avvolta da una sorta di aura che le fa percepire malessere, tipo nausea, o una sorta di “déjà-vu”.
La crisi si presenta senza preavviso, motivo per cui rende la persona colpita e i familiari insicuri, creando ansia nell’attesa: una persona epilettica deve condurre una vita normale il più possibile, cercando di non bere alcolici e di riposare bene la notte (l’insonnia aumenta il problema). Ai familiari viene spiegato che, cercando di non farsi prendere dal panico, è importante che la persona in crisi epilettica venga posizionata su un lato per evitare qualche principio di soffocamento.
“Non sempre la diagnosi è facile, – ha spiegato il Dottor Bartolomei – ma le persone affette si accorgono di avere episodi clinici che si ripetono nel tempo con le stesse caratteristiche e, quindi, si rivolgono al neurologo che, attraverso una visita e il supporto di test quali l'elettroencefalogramma e la RM encefalica, può arrivare ad una diagnosi e quindi consigliare una terapia”.
“E’ bene fare attenzione ai sintomi, quindi, talvolta non subito visibilmente riconoscibili – ha detto il Direttore Generale della Ulss 3 Giuseppe Dal Ben – e riconducibili a questa malattia. Se alcuni comportamenti sono frequenti e non eccezionali è bene rivolgersi al proprio medico curante che saprà indirizzare il cittadino verso l’approfondimento specialistico più opportuno”.
In alcuni casi la malattia ha origini genetiche, può essere ricondotta anche a qualche forma di familiarità e, infine, può invece nascondere altre problematiche come una neoplasia o una lesione o un trauma.
 
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