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“La montagna terapia” è protagonista di una mostra fotografica itinerante

venerdì 10 Febbraio 2017
san servolo_small.jpgE’ possibile ancora visitare, per qualche altro giorno, nell’atrio dell’Ospedale di Mirano, la mostra fotografica “Un viaggio dall’isola della follia clamorosa all’escursione della montagna…dall’album comparativo alla cartolina”, organizzata dalla associazione padovana Equilibero insieme alla Fondazione San Servolo di Venezia con la collaborazione dei Centri di Salute Mentale della Ulss 3 Distretto di Mirano Dolo.
“Questa mostra – ha spiegato il direttore del dipartimento di salute mentale del Distretto di Mirano Dolo, la dottoressa Anna Urbani – è il frutto di un lavoro, chiamato “montagna terapia”, che realizziamo dal 2014 e che vede coinvolti un piccolo gruppo di pazienti, gli operatori sanitari della nostra Ulss e la associazione Equilibero. Una volta al mese si organizza una uscita in montagna durante la quale si coniugano la capacità di stare in gruppo, di affrontare paure, rischi e stanchezza, con la possibilità di mettere alla prova le proprie competenze di motricità, equilibrio e risorse fisiche”. “Qui i pazienti sono di fronte a delle sfide – ha aggiunto la dottoressa – e, come per la quotidianità, devono imparare ad affrontarle e a superarle. Come diceva Galimberti  “Disporre del proprio corpo è disporre dello spazio del mondo dove il proprio corpo può agire” e, contrariamente ai vecchi luoghi di cura come il manicomio di San Servolo di Venezia, si  lavora assieme in spazi aperti e non c’è differenza tra operatore e paziente”.
La mostra è fatta di una serie di scatti odierni, realizzati in montagna, che vengono messi a confronto con vecchi scatti del manicomio veneziano.
Verso metà febbraio queste fotografie verranno trasferite e allestite nell’Ospedale di Dolo per rimanerci fino alla fine del mese. Poi, la mostra, che ha lo scopo di essere itinerante, verrà trasferita in altri CSM italiani.
“Iniziative come questa sono lodevoli e devono essere di esempio – ha evidenziato il direttore generale della Ulss 3 Giuseppe Dal Ben –  soprattutto in questo caso, in cui ci rivolgiamo a pazienti estremamente fragili, ma che non devono essere assolutamente stigmatizzati. Oggi, per fortuna, la salute mentale è trattata da servizi e terapie che mettono davvero al centro il paziente, rendendolo protagonista e parte attiva nei processi di cura”.
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