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Cresce l'Attività Urologica di Chioggia: Un Servizio a 360 Gradi che Garantisce una Migliore Cura perchè Fatto su Misura.

mercoledì 08 Febbraio 2017
Cresce l’attività urologica di Chioggia: un servizio a 360 gradi che garantisce una migliore cura perché fatto su misura
L’Urologia dell’Ospedale di Chioggia ha chiuso l’anno 2016 con numeri da record per quanto riguarda l’attività chirurgica: ha eseguito 1000 interventi, 140 in più rispetto all’anno precedente.
“L’incremento dell’attività – ha spiegato il primario Giuseppe Tuccitto - è avvenuto pressoché in tutti i settori dell’Urologia, dall’oncologia al trattamento della calcolosi alla chirurgia funzionale del basso apparato urinario (maschile e femminile). In particolare abbiamo eseguito 35 interventi per tumore alla prostata, venti per tumori al rene, 250 per neoplasia vescicale; 200 interventi hanno riguardato il trattamento della calcolosi urinaria e 70 sono stati eseguiti per correggere l’incontinenza urinaria femminile (associata o meno a prolasso) e maschile utilizzando la più moderna tecnologia e grazie ad un aggiornamento professionale continuo. Interventi realizzati con la chirurgia tradizionale, ma anche, quando i casi lo richiedevano, con il valido supporto del Robot Da Vinci di Mestre e con la tecnica laparoscopica”.
L’attività del servizio urologico clodiense risulta particolarmente importante soprattutto per il trattamento della incontinenza urinaria maschile, che colpisce alcuni pazienti sottoposti ad intervento chirurgico per tumore della prostata, ai quali viene riposta una protesi sfinterica che permette di controllare la minzione. Altrettanto significativo per l’Urologia di Chioggia è il lavoro svolto sulla neuromodulazione sacrale, con l’impianto di un pace maker vescicale sottocutaneo e di un elettrodo sulla colonna vertebrale, per quelle persone affette da incontinenza urinaria da urgenza e ritenzione di urina che non rispondono ai comuni trattamenti (farmacologici e chirurgici).
“Abbiamo lavorato molto con la Direzione dell’Ulss 3 – ha aggiunto il dottor Tuccitto – per offrire ai pazienti delle risposte eccellenti e questo è stato possibile grazie alla nostra formazione professionale, sempre attenta alle novità, grazie anche alle tecnologie e ai materiali (protesi, stimolatori, ecc.) via via acquistati e sempre all’avanguardia. Risposte concrete e di qualità che sono state possibili grazie anche ad una riorganizzazione del servizio dove gli interventi vengono organizzati in week surgery: il paziente viene operato il giorno stesso in cui viene ricoverato e, appena dimesso, rientra a casa con i controlli da eseguire già programmati e fissati”.
Un lavoro importante che prevede, in alcuni casi, un approccio di tipo multidisciplinare: qualche anno fa sono stati attivati tre ambulatori multidisciplinari: -Uro-ginecologico -Neuro-urologico -Andrologico-sessuologico che vedono coinvolti l’urologo, il ginecologo, il neurologo, lo psicologo, per trattare problematiche cliniche complesse in cui il valore aggiunto in termini di diagnosi e cura viene dato dal fatto che il paziente è la figura “centrale” attorno alla quale specialisti di varia estrazione collaborano per trovare la soluzione ottimale ai problemi. Nel 2016 presso questi ambulatori sono stati valutati oltre 400 pazienti.
“La risposta multidisciplinare – ha concluso il direttore generale della Ulss 3 Giuseppe Dal Ben – è quella che oggi garantisce una migliore cura perché fatta su misura. E questo è possibile grazie al lavoro di squadra che fanno i professionisti, mettendosi insieme a discutere i casi e, con loro, tutta la équipe fatta di medici ma anche di infermieri. Continuiamo così, questa è la direzione giusta per una ottima sanità, quella in cui si condivide l’esperienza, la conoscenza, i malati”.
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