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L’Ulss 3 Serenissima al fianco di pazienti, familiari e operatori sanitari

martedì 30 Maggio 2017
ComitatoEticoPraticaClinica1 small.jpgIl Comitato si propone come punto di riferimento per chi si trova di fronte a scelte difficili in ambito socio-sanitario – si pensi alle grandi questioni etiche legate alla situazione di “fine vita” – o nutre dubbi rispetto all’eticità delle cure prestate. I componenti – tra cui medici e infermieri, uno psicologo, un avvocato, un bioetici sta, un assistente sociale e infine un rappresentante delle Associazioni di volontariato – sono una ventina: “Con tutte queste competenze il Comitato costituito dalla nostra Azienda sanitaria – spiega il Direttore Generale Giuseppe Dal Ben – è a disposizione dei malati, delle famiglie e di tutti gli operatori sanitari e sociali. Si affianca a chi ha bisogno e fornisce un supporto e un parere, non vincolante ma certamente autorevole. Aiuterà chi ha necessità di comprendere il confine tra cura e accanimento terapeutico, o chi si trova di fronte ad un conflitto tra i vincoli imposti dalla religione e le necessità di cura, per fare solo alcuni esempi. Opererà quindi attraverso le attività di consulenza etica e  elaborazione di indirizzi di carattere etico, per aiutare a scegliere in situazioni di cura ed assistenza complesse e difficili”. 
  
Il Comitato, istituito nelle scorse settimane, è all’opera sotto la Presidenza della dottoressa Giovanna Zanini: “Ci proponiamo come un punto di riferimento – spiega – per i pazienti e i loro familiari, e per i sanitari, dentro un contesto sempre più complesso. Lo sviluppo scientifico apre infatti sempre nuove vie di cura e assistenza, e allo stesso tempo si incontrano e a volte si scontrano in modo vorticoso i sistemi di valori, culturali e religiosi diversi. Al cittadino-paziente, che è consapevole ormai di essere titolare di diritti e non solo ‘oggetto’ delle cure decise dal medico, il Comitato offre un luogo di confronto e di indirizzo competente, perché la consapevolezza dei diritti si realizzi attraverso un dialogo e  una corretta analisi della complessità dei problemi. In questo senso la consulenza etica fornisce un aiuto per capire e per decidere nelle situazioni eticamente complesse, tenendo conto di tutti i diversi complessi aspetti in gioco: clinici, giuridici, deontologici, sociali, ma anche relazionali e morali”. 
  
Il Comitato etico per la Pratica Clinica si è dato uno strumento ulteriore, cioè un progetto operativo che porta l’esperto bioeticista ad entrare direttamente in dialogo, dentro le strutture mediche, sia con gli operatori sanitari sia con i cittadini utenti di queste strutture: “Questa presenza attiva – spiega la dottoressa Zanini – ci porta ad essere vicini ai paziente, familiari e agli operatori e quindi ad essere un riferimento prossimo. Possiamo accogliere e individuare  già nelle strutture i casi in cui operatori e utenti vivevano situazioni di difficoltà e dubbi etici, ed è utile una nostra consulenza”.  
Agli operatori sanitari, infine, il Comitato propone un programma organico di occasioni di formazione sui temi etici della pratica clinica, per diffondere le competenze e la sensibilità su questi temi, e perché sia nota la presenza e la disponibilità di quest’organo consultivo a disposizione degli operatori sanitari, dei pazienti e dei familiari”. 
Nel nuovo Comitato dell’Ulss 3 Serenissima, istituito secondo le indicazioni della Regione Veneto al riguardo (Del. 4090/2004), siedono componenti esperti provenienti dalle tre ex Ulss di Venezia, di Mirano e di Chioggia. Nell’analisi dei casi, il punto di vista del volontariato è portato in particolare da Giambattista Pauletti, di Avapo Venezia, che lo rappresenta. 
  
  
  
Nella foto, il Comitato in una pausa della prima sessione di lavoro. Al centro la Presidente, la dottoressa Zanini.
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