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Ecco come gli anziani possono affrontare al meglio il caldo

sabato 07 Luglio 2018
Il caldo è sempre esistito e la stagione estiva con i suoi più o meno presunti eccessi, ha sempre rappresentato un tema di grande attualità per la carta stampata e per i servizi dei telegiornali.
Chi di noi non ricorda l’estate del 2003, considerata anche a livello di statistiche una delle più calde degli ultimi 150 anni. Infatti il National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), ha dichiarato il periodo gennaio-settembre 2003 il terzo più caldo periodo censito dal 1880.
Leggermente maggiori sono stati i decessi nella popolazione anziana appunto nella torrida estate del 2003, rispetto alle normali percentuali, specie nelle popolazioni più fragili dell’universo anziani e cioè in quelli fragili con multimorbilità (più patologie concomitanti) e, specie nei longevi estremi > 90 anni, in polifarmacoterapia, magari con svantaggi sociali tipo solitudine e la mancanza di una adeguata rete assistenziale.
Come in tutti gli anni i Medici di Medicina Generale si sono prontamente attivati insieme alle Protezioni Civili, ai Comuni ed ai Servizi Ospedalieri, Territoriali e soprattutto al Dipartimento di Prevenzione della nostra Azienda Ulss 3 “Serenissima”, per sostenere l’impatto di richiesta di salute derivante da quell’ondata speciale di caldo, e per donare utili consigli.
Ma possiamo pensare di fare qualcosa non tanto per arginare il fenomeno delle alte temperature estive, quanto per cercare di contrastarne i disagi e gli esiti nella popolazione dei nostri anziani?
La disidratazione è un grave rischio, quindi l’equilibrio dei liquidi e il bere, sono la prima fondamentale necessità, specie in chi assume farmaci diuretici od antiipertensivi per problemi pressori. Si consiglia quindi oltre all’aggiustamento terapeutico nel periodo estivo che certamente il nostro Medico ci consiglierà, di fare attenzione ad introdurre parecchi liquidi, non a temperature troppo basse, circa 1,5 2 litri al dì, se non vi siano altre controindicazioni renali o cardiache, ricordiamo che gli anziani spesso hanno anche una ridotta sensibilità al senso di sete. Facciamo particolare attenzione all’idratazione degli anziani e specialmente dei pazienti che presentino disturbi cognitivi e che quindi fatichino a dimostrare sete o a richiedere liquidi.
A pranzo ed a cena privilegiamo i primi piatti leggeri di pasta o riso e di secondo, pesci, carni bianche e formaggi freschi. Bene la frutta e verdura, nei modi e nelle trasformazioni di cucina preferite ed indicate per le diete eventualmente seguite. Evitiamo se possibile nel periodo di grande afa, troppe carni rosse, i salumi ed i formaggi grassi e in genere le “abbuffate” alimentari. D'estate spesso anche una porzione di gelato può essere un ottimo sostituto di un pasto! Se non vi siano ovviamente alterazioni del metabolismo degli zuccheri o altre controindicazioni.
Non copriamo troppo i nostri anziani, e forniamo loro tessuti adeguati ad una corretta traspirazione, favoriamo la loro esposizione al sole nelle ore della prima mattina ed in tarda serata evitando le ore più calde, ciò favorirà anche un corretto metabolismo della vitamina D e quindi dell’utilizzo successivo del calcio.
Attiviamoci perché il loro capo risulti comunque coperto da cappelli ben areati, per evitare colpi di calore. Fate usare lenti adeguate di protezione per gli occhi che non riducano però il visus, corrette quindi per i deficit visivi, se di necessità.
Teniamo presente inoltre che le persone magre o con disturbi tiroidei ad esempio, possono avere una diversa sensibilità nei confronti delle temperature esterne e di quelle percepite, rispetto alle nostre valutazioni e sensazioni.
Ricordiamo che anche gli anziani possono continuare a eseguire l’esercizio fisico che è indispensabile ad ogni età se possibile, e che va eseguito nei momenti del mattino e della serata, evitando le ore più calde, anche se i nostri anziani risultino essere ben allenati. Il cammino è uno degli esercizi più efficaci a tutte le età ed in particolar modo dopo i 75 anni. Quindi facciamoli camminare, ma solo negli orari meno afosi.
Con il caldo estivo, facciamogli preferire come detto pasti frugali e cibi di facile digeribilità e riduciamo al minimo l’uso di bevande alcooliche. Interrompiamo spesso il loro digiuno con piccole assunzioni di spremute e frullati, se il loro metabolismo lo consente, o comunque con liquidi.
Contattateli più di frequente se non convivete con loro, per accertarvi delle loro condizioni.
Rivolgetevi poi al vostro Medico di fiducia per i consigli specifici di salute per i nostri anziani, specie se oltre al calore estivo, vi segnalano nuovi segni e sintomi, controllate più frequentemente i loro parametri vitali, compresa la pressione arteriosa. Riaggiustiamo quindi il loro fabbisogno farmacologico in base alle indicazioni del Medico.
Facciamoli vivere nell’ambiente più sano possibile, aerando spesso i locali e se preferiamo l’aria condizionata, agiamo su temperature non estreme, evitando esagerati sbalzi termici, preferiamo la de-umidificazione notturna rispetto alle basse temperature, usiamo i ventilatori, ma evitando di orientarli direttamente sulle persone.
Piccoli, banali consigli, ma indispensabili per salvaguardare la salute dei nostri cari anziani.                                                                                                                                                                   
Alberto Cester
Direttore del Dipartimento di Medicina,
Direttore UOC di Geriatria – Ospedale di Dolo
Distretto Dolo-Mirano - Azienda ULSS 3 “Serenissima” - Regione Veneto
 
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