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Salute mentale a Venezia: a Palazzo Boldù un'attenta ristrutturazione e continuità nel lavoro

lunedì 14 Maggio 2018
A Palazzo Boldù, sede storica della sanità veneziana, sono stati fatti importanti lavori di restauro, e le attività socio-riabilitative sono in continuo potenziamento. Rispetto alle affermazioni di chi, anche sui media locali, ha parlato di “incuria”, o di “attività depotenziate o chiuse”, l’Azienda sanitaria veneziana, per bocca del Primario Moreno De Rossi, ribadisce quale sia il quadro reale, auspicando che gli operatori dell’informazione riprendano la doverosa abitudine alla verifica puntuale di quanto registrano, prima della pubblicazione.
 
Alle affermazioni confuse ed errate sul numero di pazienti e sul numero dei medici in servizio il Primario Moreno De Rossi risponde evidenziando un semplice dato: al Lido di Venezia, dopo il passaggio di Cavallino-Treporti all’Ulss 4, è in servizio sul territorio un medico ogni 10.000 abitanti, e a Venezia 1 ogni 14.000: un numero di tutto rispetto, se si valuta che la media nel Veneto è di 1 medico ogni 16.000 abitanti, che consente di svolgere le attività grazie al riordino messo in atto in proposito negli anni recenti.

Alle affermazioni secondo cui “da quattro anni a Venezia, Centro storico e isole ci sono 5 medici psichiatrici in meno; erano 15, oggi 10”, il Primario evidenzia che nel 2014 a Venezia c'erano 12 medici, mentre nel 2018 sono 10, per il semplice spostamento di 2 medici sul territorio della Terraferma, in un ottica di riequilibrio e ottimizzazione dell’attività; si aggiunga che con il passaggio dalla guardia attiva notturna alla reperibilità avvenuto nel 2015, il monte ore complessivo dedicato all'attività diurna e territoriale dei medici è rimasto pressoché invariato.

Infondate sono le affermazioni sulla “chiusura” dell'area sociale con il bar e la mensa, e sulla soppressione delle attività di "uscita" in città e fuori e le iniziative di carattere socio-riabilitative culturali: le aree sociali di Palazzo Boldù e Lido, spiega infatti il primario De Rossi, sono attive, e vengono svolte costantemente nel numero di 4 o 5 al giorno; le "mense" sono pienamente operative accogliendo complessivamente più di 45 persone ogni giorno. A Palazzo Boldù l'area sociale è stata spostata al primo piano, peraltro appena restaurato, in attesa che si concludano i lavori al piano terra, che accoglierà un rinnovato Day Hospital territoriale; il servizio bar è stato temporaneamente sospeso proprio per le ristrutturazioni effettuate, ma è prevista e garantita la riapertura dello stesso in sede nuova e con arredi nuovi. Alcune attività tipo "i soggiorni" sono state modificate spostando i loro costi, senza togliere un euro dall’investimento complessivo, in altre assolutamente più efficaci e a favore dell'utenza, quali ad esempio le attività a supporto dell’inserimento lavorativo (IPS), che oggi hanno permesso a numerosi giovani con disagio mentale di trovare un lavoro nei contesti reali (attività denominata IPS).

Falso è che nel giardino di ingresso di Palazzo Boldù esista una situazione di incuria: al contrario, spiega il Primario, il giardino è stato di recente ripulito a fondo e riordinato, sostituendo il mobilio obsoleto e delimitando con piante le aree deputate ai cestini dei rifiuti.

Strumentale la fotografia pubblicata di alcuni faldoni vuoti che sarebbero “abbandonati” nel giardino di Palazzo Boldù: proprio in un ottica di riordino e di ammodernamento, spiega il Primario De Rossi, nel Centro è in corso l’archiviazione di migliaia di cartelle, risalenti a circa 40 anni fa, che vengono riordinate e consegnate ad una ditta incaricata per la costruzione di un data base storico. La foto pubblicata mostra alcuni faldoni vuoti, posizionati momentaneamente su una panca, nell'ambito di questa attività di ripulitura e riordino generale, e testimonia esattamente il contrario dell'incuria, ma un puntuale lavoro di riordino.

Legata a logiche vecchie è l’affermazione secondo cui sarebbe grave “che lo stesso Direttore di divida tra Venezia e Chioggia”: al contrario, nell’ambito della riorganizzazione dei Primariati l'unificazione di Venezia e Chioggia va a vantagio degli utenti: il Primario De Rossi sottolinea come soluzioni diverse, con inclusione della Terraferma, avrebbero pesantemente frammentato il territorio con la conseguenza che la popolazione sarebbe stata seguita, in caso di urgenza o ricovero, da medici e Unità Operative diverse da quelle di riferimento. L'unificazione tra Venezia e Chioggia obbliga effettivamente Primario e operatori a muoversi di più, ma permette ai cittadini utenti di fruire dei Centri di Salute Mentale e degli Ospedali più vicini a loro nel territorio.
 
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