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2017: crescita della Breast Unit della Ulss 3, con aumento dell'attività del 20%

venerdì 09 Marzo 2018
La Breast Unit dell'Ulss 3 Serenissima inizia al meglio il 2018, forte degli ottimi risultati ottenuti nell'ultimo anno, registrando un aumento complessivo del 20%  del numero degli interventi chirurgici eseguiti, con un particolare riguardo all'approccio oncoplastico, tale da garantire non soltanto la radicalità oncologica ma anche una buona resa estetica. Ulteriore novità è l'introduzione di un nuovo ambulatorio dedicato allo screening delle pazienti ad alto rischio eredo-familiare per carcinoma della mammella.
Una delle chiavi del successo di questa Breast Unit è sicuramente l'approccio multidisciplinare che coinvolge diverse figure specialistiche, quali  oncologi, anatomo patologi, chirurghi, radiologi, radioterapisti e psicologi; la discussione e il confronto dei vari specialisti consente una presa in carico globale della paziente affetta da carcinoma mammario e una miglior qualità del servizio offerto grazie all'integrazione delle conoscenze specialistiche e della collaborazione delle diverse figure mediche.Tale multidisciplinarietà è stata inoltre potenziata dopo la creazione della Breast Unit dell'Ulss 3 avvenuta nel 2016 grazie all'integrazione dei diversi poli del territorio veneziano (Mestre, Venezia, Mirano-Dolo e Chioggia), in cui la comunicazione tra diverse realtà ospedaliere ha certamente implementato la qualità dei servizi offerti dai team senologici in tutto il territorio veneziano.
“Con l'attivazione del gruppo multisciplinare provinciale - ha spiegato il Primario Dr. Guido Papaccio –  abbiamo potenziato il nostro team, coinvolgendo anche i colleghi degli altri Distretti ed organizzando pertanto il primo comitato multidisciplinare provinciale. Ora siamo una squadra di 35 professionisti che, a cadenza bisettimanale, si incontrano e si confrontano sui casi clinici più complessi, con una casistica di circa 50 casi per ogni incontro, in cui è possibile condividere la professionalità, l'esperienza e la competenza di ognuno dei partecipanti”.
“Grazie a questo modello organizzativo integrato – ha aggiunto il Direttore Generale della Ulss 3 Dr. Giuseppe Dal Ben – si è ottenuta una maggior omogeneità del trattamento per le pazienti affette da tumore al seno, raggiungendo un percorso diagnostico-terapeutico di eccellente qualità, al passo con le evidenze scientifiche e tecnologiche e standardizzato in tutto il territorio dell'Ulss3".
Infatti, nel 2017 nel centro Hub della Breast Unit dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre, sono aumentati del 10% anche i casi clinici trattati con la radioterapia intraoperatoria (IORT), ossia la somministrazione del trattamento radioterapico durante l'intervento chirurgico conservativo, sia come trattamento unico ed esclusivo, sia come sovradosaggio in casi selezionati. Tale trattamento intraoperatorio viene somministrato direttamente in corrispondenza del letto tumorale, aumentando la precisione e la precocità dell'erogazione, a fronte anche di una maggior comodità per la paziente stessa, che non dovrà eseguire il trattamento radioterapico frazionato in 25 sedute nel postoperatorio.
“Accogliamo le donne – ha continuato il Dr. Guido Papaccio – creando per loro un percorso personalizzato e completo che le fa sentire sempre accompagnate per mano. Per ciascuna paziente si studia su misura il trattamento più adatto, sempre cercando di tenere in considerazione non soltanto l'aspetto prettamente medico, ma anche quello psicologico, molto importante in un tipo di malattia che coinvolge da vicino l'aspetto emozionale e l'immagine corporea della sfera femminile, optando quando possibile per approcci oncoplastici, preferendo incisioni a maggior resa estetica, come quella periareolare, che non lascia cicatrici molto evidenti sulla mammella e aiuta la paziente nella maggior accettazione dell'intervento e della sua patologia.
In questa direzione va anche l'introduzione della ricostruzione mammaria mediante utilizzo di matrici in derma umano, che ha sostituito l'utilizzo delle membrane in derma animale, caratterizzate da un maggior aumento delle complicanze postoperatorie. “Con questa nuova tecnica che abbiamo recentemente implementato– ha concluso il Dr. Guido Papaccio –  in casi ben selezionati è possibile ricostruire la mammella in un solo intervento mediante l'immediato impianto di protesi definitive, evitando alla paziente l'esecuzione di più interventi e aumentando la soddisfazione complessiva delle nostre utenti, grazie al decorso postoperatorio più breve e ai risultati estetici che sono molto incoraggianti". 
Infine, la Breast Unit dell'Ulss 3 ha attivato un nuovo ambulatorio per le donne ad alto rischio eredo-familiare: si tratta di un servizio gestito da un oncogenetista e da un un chirurgo senologo in cui, tramite un’accurata anamnesi, vengono individuate le pazienti a maggior rischio familiare, in cui può essere indicata l'esecuzione di un test genetico, volto a rivelare eventuali mutazioni genetiche. E il successo di questa Breast Unit continua a crescere e lo dicono i numeri: attualmente, nella provincia veneziana si calcolano all’anno circa 780 casi di tumore al seno, di cui 400 vengono diagnosticati tra Mestre e Venezia, 180 a Mirano-Dolo e 80 a Chioggia.
 
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