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Per non dimenticare, una “Pietra di Inciampo” anche all’Ospedale Civile di Venezia

lunedì 22 Gennaio 2018
Furono dieci i pazienti che, ricoverati all’Ospedale Civile di Venezia, vennero prelevati e deportati nei campi di sterminio; altri cinque furono prelevati da San Clemente e, transitati per il Civile, presero anch’essi la via della deportazione e della morte. L’Ospedale e l’Ulss 3 Serenissima li hanno ricordati oggi, con una sentita celebrazione e con la posa di una delle “pietre d’inciampo”, perenne segno della memoria, ammissione di responsabilità e impegno perché mai più si ripetano le degenerazioni dell’odio razziale.
Occorre ammettere gli errori storici, e ricordare: “Le leggi razziali furono un potente strumento di sostegno teorico e pratico della Shoah – ha sottolineato il Direttore Generale dell’Ulss 3 Serenissima, Giuseppe Dal Ben – come è ben dimostrato da ciò che avvenne nell’Ospedale Civile di Venezia, con numerose misure persecutorie e soprattutto con la deportazione nei campi di concentramento persino dei pazienti ebrei ricoverati”.
Proprio a memoria di questi fatti anche all’Ospedale Civile di Venezia, nella parte monumentale, là dove sorgeva l’antico Reparto israelitico, è stata dedicata una “pietra d’inciampo”.
Nella giornata di giovedì, 25 gennaio, l’Ospedale torna a riflettere sul tema con una conferenza intitolata “Leggi razziali, intellettuali e shoah. Vicende degli anni 1938-1944 nell’Ospedale Civile di Venezia”. Storici ed esperti si confronteranno sull’argomento nella Sala dell’Albergo, dalle ore 15.30; le conclusioni sono affidate a Paolo Gnignati, Presidente della Comunità Ebraica di Venezia.
Le iniziative sono organizzate dalla Scuola Grande di San Marco. Info: scuolagrandesanmarco@aulss3.veneto.it.
 
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