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Nel Veneziano migliorano gli stili di vita: “Uno sforzo particolare va fatto contro l’alcool”  

venerdì 22 Dicembre 2017
Nel Veneziano gli stili di vita continuano a cambiare in meglio, e promettono una cittadinanza sempre più “in salute”. “Le ‘buone abitudini’ non sono un gioco – sottolinea il Direttore Generale dell’Ulss 3 Serenissima Giuseppe Dal Ben – ma cambiano davvero la qualità della vita. Chi sceglie di alimentarsi bene, di dire no al fumo e all’alcool, di fare attività sana cura se stesso. Gli stili di vita corretti sono veri e propri interventi terapeutici: prevengono patologia gravi e diffuse a cui tutti noi siamo esposti se non li adottiamo”.
E’ positivo, quindi, che le analisi più recenti diano una fotografia rassicurante dei cittadini del Veneziano; ma è fondamentale continuare a crescere tutti insieme su questa strada. “Il Servizio Sanitario Regionale – continua il Direttore Generale Giuseppe Dal Ben – predispone numerose azioni di prevenzione, diversificate per aree di intervento e dedicate specificatamente alle diverse fasce d’età, e opera attraverso le Aziende sanitarie locali”. L’efficacia di questa azioni viene poi monitora costantemente attraverso una continua analisi della popolazione, anche questa compiuta dagli operatori delle Ulss.
I risultati si vedono, e li certifica proprio il sistema di sorveglianza PASSI, attivo da dieci anni.
Il monitoraggio PASSI, iniziato nel 2007, offre una interessante immagine degli stili di vita della popolazione residente in Veneto, sui seguenti temi: rischio cardiovascolare, screening oncologici, attività fisica, abitudini alimentari, consumo di alcol, fumo, sicurezza stradale, salute mentale, vaccinazione antinfluenzale, vaccinazione per la rosolia e incidenti domestici, cioè i principali temi al centro dei programmi di prevenzione.
L’interessante report proposto dalla Direzione Prevenzione, Sicurezza Alimentare e Veterinaria della Regione del Veneto traccia una fotografia chiara territorio per territorio; e a casa nostra il risultato dell’analisi è in sintesi il seguente: si sta facendo molto, e molto stanno cambiando le abitudini dei cittadini; occorre continuare a sensibilizzare, perché gli stili di vita corretti… sono vere e proprie medicine. E se c’è un fronte su cui nel Veneziano sarebbe importante compiere passi più rapidi è quello dell’uso e dell’abuso di alcool, abitudine sempre molto diffusa, con le sue ricadute negative non solo per il soggetto, ma anche in tema di gravidanza e in tema di rischio per chi guida.
 
Ecco come il Servizio di Sorveglianza PASSI fotografa le abitudini di vita dei cittadini del territorio dell’Ulss 3 Serenissima:
 
Percezione dello stato di salute: Gli uomini si sentono meglio delle donne
il 72% delle persone intervistate considera buono il proprio stato di salute, ma le donne segnalano maggiori problemi di salute rispetto agli uomini.
 
Attività fisica: Sono ancora troppi i sedentari
E’ completamente sedentario il 26% del campione mentre il 37% aderisce alle raccomandazioni sull’attività fisica (almeno 150 minuti di camminata velocemente distribuita nell’arco di una settimana, es. 3 volte). Solo in un terzo dei casi, un medico o un operatore sanitario si informa e consiglia genericamente di svolgere attività fisica.
 
Abitudine al fumo: smettiamola di fumare, soprattutto in casa!
il 23% si dichiara fumatore e il 21% ex fumatore. Gli ex-fumatori hanno smesso di fumare con un percorso personale (96%) senza chiedere un aiuto al proprio medico, o al Servizio Sanitario.
Il 92% delle persone intervistate dichiara che, sul luogo di lavoro, viene sempre o “quasi sempre” rispettato il divieto di fumo, il 90% dichiara che lo stesso divieto è rispettato nei luoghi pubblici. L’8% dichiara di fumare all’interno delle proprie abitazioni.
 
Situazione nutrizionale e abitudini alimentari: frutta e verdura poco utilizzate
II 32% del campione aziendale intervistato è in sovrappeso, mentre gli obesi sono l’11%.
Il consumo di frutta e verdura risulta diffuso, ma solo il 13% aderisce alle raccomandazioni internazionali che prevede il consumo di almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno: tale abitudine risulta poco diffusa nelle persone tra i 18-34 anni.
 
Consumo di alcol: un consumo consapevole comporta meno rischi!
quasi due terzi della popolazione tra 18 e 69 anni consuma abitualmente bevande alcoliche ed il 20% ha dichiarato di avere abitudini considerate a rischio (complessivamente il 10% beve fuori pasto, il 11% è bevitore “binge” ed il 5% è forte bevitore).
Tale abitudine è molto più diffusa nei soggetti più giovani (età compresa tra 18 e 34 anni) e negli uomini rispetto alle donne.
 
Sicurezza stradale: bastano pochi secondi per essere più sicuri
l’uso dei dispositivi di sicurezza risulta non del tutto soddisfacente: il 94% delle persone intervistate dichiara di utilizzare con continuità la cintura anteriore, mentre la cintura di sicurezza sui sedili posteriori viene utilizzata solo dal 43% degli intervistati. Il 7% degli intervistati dichiara, inoltre, di aver guidato in stato di ebbrezza nel mese precedente all’intervista mentre il 6% di essere stato trasportato da chi guidava in stato di ebbrezza.
 
Infortuni domestici: casa dolce casa… non sempre!
nonostante gli infortuni in ambiente domestico siano molto frequenti, la percezione del rischio infortunistico in ambito domestico, nella nostra ASL, non è elevata: il 96% degli intervistati, infatti, ritiene che questo rischio basso o assente.
 
Vaccinazione antinfluenzale: possiamo fare meglio
In media, il 19% delle persone tra i 18 e i 64 anni, con almeno una condizione a rischio per le complicanze dell'influenza (diabete, tumore, malattie cardiovascolari), si è vaccinata lo scorso anno (2016). Bene quindi come sappiamo la vaccinazione tra gli anziani, ma è importante che cresca il dato delle altre persone a rischio.
 
Vaccinazione antirosolia: continuiamo così!
il numero di donne potenzialmente suscettibili alla rosolia è pari all’1% valore che può essere considerato molto buono. Il 67% inoltre ha dichiarato di essere stato vaccinato.
 
Rischio cardiovascolare: parliamone con il nostro medico
si stima che sia iperteso un quinto della nostra popolazione tra i 18 e i 69 anni e il 78% di questi è in trattamento farmacologico. Al 10% degli intervistati non è mai stata misurata la pressione arteriosa.
Più di un quarto della popolazione dichiara di avere valori elevati di colesterolemia (27%) e, tra questi, il 24% dichiara di essere in trattamento farmacologico. Una persona su tre ha dichiarato di non avere controllato il propri livelli di colesterolo negli ultimi 12 mesi.
La prevalenza delle persone che hanno dichiarato di esser diabetiche è del 4% circa.
La carta del rischio cardiovascolare è ancora scarsamente utilizzata da parte del Medico di famiglia: infatti solo il 3,5 % degli ultratrentacinquenni intervistati riferisce che il proprio medico ha effettuato la misurazione del rischio cardiovascolare.
 
Sintomi di depressione: non lasciamo sole le persone in difficoltà
nella Ulss 3 Serenissima il 6% delle persone intervistate riferisce di aver avuto, per almeno due settimane consecutive, nei 12 mesi precedenti l’intervista, sintomi di depressione. Le donne sono risultate le persone maggiormente a rischio per questa problematica.
 
Screening: risultati importanti per la salute
Neoplasia del collo dell’utero: l’89% delle donne tra 25 e 64 anni ha dichiarato di avere effettuato almeno un pap-test negli ultimi tre anni come raccomandato.
Neoplasia della mammella: l’85% delle donne tra 50 e 69 anni ha effettuato almeno una mammografia negli ultimi due anni come raccomandato.
Tumore del colon retto: il 54% degli ultracinquantenni ha dichiarato di avere eseguito un test per la ricerca del sangue occulto nelle feci negli ultimi due anni, o una sigmoidoscopia o una colonscopia negli ultimi cinque anni a scopo preventivo.
 
 
Descrizione del campione aziendale:
Nella Ulss 3 Serenissima Regione del Veneto, nel periodo 2012-2015 sono state intervistate 2867 persone selezionate dalla lista della Anagrafe Sanitaria (1107 nel Distretto del Veneziano, 1100 nel Distretto di Mirano-Dolo e 660 nel Distretto di Chioggia)
Il 51% degli intervistati è rappresentato da donne ed il 49% da uomini. Il 55% degli intervistati ha un livello di istruzione alto (scuola superiore e laurea) ed il 70% ha dichiarato un lavoro regolare.
Più della metà ha dichiarato di avere difficoltà economiche.
 
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