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Estate: nel Veneziano 1999 soggetti nell'“anagrafe degli anziani” fragili

lunedì 03 Luglio 2017

acqua testa2.jpgNel quadro del “Piano Caldo 2017”, l’Azienda sanitaria veneziana sta monitorando 1999 “anziani fragili” che rientrano nell’anagrafe redatta ogni anno all’inizio dell’estate. “Ma a tutti gli anziani – spiega il dottor Vittorio Selle, del Dipartimento di Prevenzione – va rivolta una particolare attenzione nel periodo estivo: sono comunque soggetti deboli  e d’estate devono bere molto. Anche ai familiari raccomandiamo di preoccuparsi affinché lo facciano davvero: l’anziano infatti tende a perdere lo stimolo della sete, e più e fragile e più deve bere. Sforziamoci di seguirli con una visita o con una telefonata: assicuriamoci che abbiano a portata di mano acqua naturale, non troppo fredda, da preferire alle bevande gassate, o dolcificate, o ghiacciate”.

I consigli per l’estate rivolti a tutti. I consigli che i medici danno all’inizio di ogni estate sono poi rivolti a tutta la popolazione: “Le indicazioni che diamo ogni anno – spiega il dottor Vittorio Selle – possono sembrare banali. Però il giovamento che ne potrà avere chi si impegnerà a queste attenzioni sarà tangibile. Una raccomandazione particolare è rivolta agli adulti che praticano sport: sotto il sole estivo evitiamo le pratiche sportive impegnative. Non esponiamoci a rischi inutili, correndo o giocando a calcetto nelle ore più calde; ma evitiamo anche attività come il giardinaggio, che sotto il solo cocente sono comunque pericolose e che debbono essere rimandate alla serata. E comunque è indispensabile, quando si è all’aperto, portare con sé una bottiglia d’acqua, oltre che idratarsi regolarmente e intensamente durante tutta la giornata”.  
Per tutti restano le indicazioni e i consigli che non vanno mai dimenticati durante la stagione estiva: 
-    non svolgere attività pesanti durante le ore più calde della giornata; 
-    rinfrescarsi, bere molto per prevenire la disidratazione; 
-    consumare pasti leggeri e frequenti con tanta frutta, verdura e qualche gelato. 
Attenzione poi agli ambienti: 
-    chiudere le tapparelle e gli scuri delle facciate della casa esposte al sole
-    tenere le finestre chiuse finché la temperatura esterna è elevata 
-    aprirle alla sera e cercare di favorire le correnti d’aria
-    chi ha un’abitazione particolarmente calda colga ogni opportunità per restare almeno due ore in luoghi climatizzati o         freschi

La nuova “anagrafe degli anziani fragili”. L’Azienda sanitaria ha redatto la nuova “anagrafe degli anziani fragili”, cioè l’elenco nominale di coloro che saranno seguiti con particolare attenzione secondo il “Piano Emergenza Caldo 2017”. L’elenco è stato realizzato dall’Azienda sanitaria incrociando i dati sull’età, forniti dalle Anagrafi dei Comuni, con i dati sulle patologie fisiche e psichiche. Tiene conto quindi delle condizioni di salute – delle malattie neurologiche come di quelle cardiovascolari, della depressione come delle malattie del fegato e di altre patologie – e somma poi queste informazioni al dato anagrafico e alla condizione di solitudine o meno. Con questi criteri, tutta la popolazione anziana (over 65 anni) viene suddivisa in quattro fasce di rischio: “bassa”, “intermedia”, “alta” e “molto alta”. Gli “anziani fragili”, che ogni anno vengono seguiti con particolare attenzione sono appunto quelli delle fasce di rischio “alta” e “molto alta”. 
Sugli 80.627 cittadini “over 65” del territorio del Distretto del Veneziano, nell’“anagrafe degli anziani fragili” ci sono quest’anno 1999 soggetti. Solo 140 di questi “anziani fragili” sono uomini, mentre le donne sono 1859. Significativo anche il divario di genere tra gli “anziani fragili” che hanno più di 95 anni: le donne ultranovantacinquenni registrate nell’”anagrafe” sono 559, mentre gli ultranovantacinquenni “fragili” di sesso maschile sono solo 22 in tutto il Distretto del Veneziano.

Il lavoro della COT e la collaborazione con ARPAV. Realizzata la nuova “anagrafe degli anziani fragili”, l’Azienda sanitaria condivide in questi giorni l’elenco nominativo dei soggetti a rischio con i Comuni, con i Distretti socio-sanitari e con i Medici di Medicina generale, perché sia possibile monitorare i singoli soggetti e valutare la necessità di interventi di prevenzione e mitigazione. Un ruolo particolare in questo monitoraggi viene assunto dalla Centrale Operativa Territoriale, che in accordo con il medico di famiglia valuterà eventuali interventi.
Il “Piano Caldo” dell’Azienda sanitaria prevede anche quest’anno uno stretto collegamento con ARPAV per le allerte sulle temperature e sui possibili picchi di calore, e uno stretto collegamento con i servizi sul territorio, i Medici di Medicina Generale, le strutture sanitarie e i Comuni.

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