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A Mirano si esegue la Elettrochemioterapia: una valida cura palliativa per alcuni pazienti oncologici

sabato 25 Novembre 2017
Nella Ulss 3 Serenissima, l’elettrochemioterapia è stata introdotta dagli Otorini e, in seguito, è stata adottata dai Chirurghi. Si tratta di una tecnica relativamente nuova, nata come cura palliativa indicata per alcune forme tumorali non trattabili chirurgicamente e/o con chemio-radioterapia (il cavo orale, la lingua, l'orofaringe, i linfonodi metastatici, le mucose, e per tumori cutanei, sia primitivi che metastatici), che nel tempo si è rivelata efficace tanto che, per alcuni casi selezionati, e per tumori a bassa malignità, può risultare curativa.
La metodica è approdata nella Ulss 3, precisamente all’Ospedale di Mirano, circa quattro anni fa, grazie alla lungimiranza del coordinatore interaziendale della provincia di Venezia ORL, il professor Roberto Spinato, insieme al Primario di Oncologia Giuseppe Azzarello.
Ed oggi è uno strumento in più per i medici della Ulss 3 per contrastare alcune forme tumorali, che si sono organizzati per questo in un team multidisciplinare: l’oncologo dottor Azzarello insieme all’otorinolaringoiatra (Prof. Spinato Roberto – Dott.ssa Carpenè Silvia), al dermatologo, il dottor Pier Luigi Lodi, ed al chirurgo generale (il Dott. Pierpaolo Da Pian, il Dott. Corrado Da Lio e la Dott.ssa Valbona Lico), selezionano i casi che possono sottoporsi a questo tipo di terapia, poi, a seconda di dove è localizzato il tumore, intervengono multidisciplinarmente.

“Nei casi in cui non vi siano ulteriori opzioni terapeutiche – hanno spiegato i medici – questa terapia può essere una valida cura palliativa che migliora la qualità di vita. Aiuta a far regredire le lesioni sulla pelle o in mucose aggredibili, che alcune volte sono importanti per volume e consistenza, tanto da essere causa di dolore, ulcere, sanguinamenti. Ci sono casi in cui abbiamo, ad esempio, evitato l’amputazione dell’arto inferiore, che avrebbe significato per il paziente un ulteriore trauma”.
Ma come funziona concretamente? Il paziente viene selezionato, a seconda di dove è localizzato il tumore (nel cavo orale o sulla pelle), quindi si opta per una anestesia generale o locale. Al paziente viene iniettato per endovena, con una flebo, un farmaco chemioterapico. Dopo qualche minuto si interviene applicando sull’area interessata dal tumore una serie di elettrodi che, una volta attivati, formano un campo elettrico che apre le barriere cellulari al farmaco che viene così attirato e concentrato sul tumore. L’intervento è molto localizzato e dura dai dieci ai quaranta minuti circa, a seconda della dimensione del tumore. L’Ospedale di Mirano è inserito, insieme ad altre strutture ospedaliere italiane ed estere, nello studio europeo multicentrico Insp-ECT, costituito nel 2008 da un team di medici, che raccoglie tutte quei centri che eseguono interventi di elettrochemioterapia.
“Questa tecnica, su cui, a livello multidisciplinare, i nostri medici stanno scommettendo molto – ha detto il Direttore Generale della Ulss 3 Giuseppe Dal Ben – è una freccia in più a nostra disposizione per i nostri pazienti oncologici a cui è importante poter offrire più possibilità in termini di terapia e cura. Molto bene, quindi, il lavoro di squadra di questi medici che, per il bene del malato, mettono insieme le esperienze con le diverse specialità”.
 
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