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Sale operatorie “live” per la Diciannovesima Giornata di Cardiologia Interventistica Miranese

sabato 25 Novembre 2017
Sale operatorie “live”, sabato mattina 25 novembre, per la Giornata di Cardiologia Interventistica Miranese: un appuntamento fisso per il territorio che quest’anno è giunto alla sua diciannovesima edizione.
I tre casi “live”, che sono stati eseguiti con successo dal primario di Cardiologia del Distretto di Mirano della Ulss 3 Salvatore Saccà insieme alla sua équipe, e seguiti in diretta dal pubblico presente nel teatro di Mirano in occasione della Giornata sono stati: un caso di angioplastica coronarica previa valutazione funzionale della stenosi; un altro di chiusura transcatetere dell'auricola sinistra (intervento che viene eseguito per ridurre il rischio di ictus nei pazienti con fibrillazione atriale e controindicazioni alla terapia anticoagulante); e, per finire, un terzo di esclusione di un voluminoso aneurisma dell'aorta addominale con impianto di endoprotesi eseguito per via percutanea.
La Giornata di Cardiologia, dedicata alla memoria del “maestro” Pietro Pascotto e dei colleghi cardiologi Enrico Callegaro, Maurizio Franceschi e Patrizio Zampieri, è stata realizzata in collaborazione con l’Associazione Cuore Amico grazie al suo presidente Nicolò Cammarata che in questa occasione ha annunciato l’avvio di una borsa di studio (in collaborazione con il Comitato dei sindaci del Distretto Mirano e la Ulss 3) in memoria del primario Pascotto. L'evento ha visto il contributo anche dei professionisti del Distretto Veneziano e di quello di Chioggia.
“La Cardiologia di Mirano, in rete con gli altri servizi della Ulss 3 (la Cardiologia e la Cardiochirurgia di Mestre, la Cardiologia di Venezia, la Cardiologia di Chioggia e la Cardiologia Riabilitativa di Noale), – ha detto il Direttore Generale della Ulss 3 Giuseppe Dal Ben – rappresenta un’eccellezza per questo territorio, capace di garantire risposte concrete ai nostri cittadini con una attività a 360 gradi di diagnostica e interventistica coronarica, ma anche di diagnostica e interventistica vascolare e carotidea periferica. Un grande grazie va ai nostri professionisti e alle associazioni di volontariato come Cuore Amico, che collabora con noi e che si dimostra sempre attento ai bisogni di prevenzione della popolazione, anche e soprattutto quando in campo c’è la salute del cuore”.
La Cardiologia di Mirano garantisce alti standard qualitativi: nel 2016 si sono registrati 2282 ricoveri ordinari, 367 in day hospital, per un totale di 2649 ricoveri. Si sono eseguite ben 19500 prestazioni ambulatoriali per gli esterni, circa 4475 ecocardiografie e 4900 visite.
Il servizio è dotato di 2 sale di Emodinamica e di 1 sala di Elettrofisiologia: presso le sale di Emodinamica vengono eseguite ogni anno circa 2300 procedure di emodinamica, di cui 1500 interventi comprensivi di angioplastica coronarica, angioplastica periferica ed interventistica strutturale cardiaca. Per quanto riguarda la Elettrofisiologia - dove si garantiscono impianti di pacemaker e defibrillatori e vengono trattate aritmie come la fibrillazione atriale - si registrano 315 casi tra impianti e sostituzioni di pacemaker.
A questi si aggiungono poi 80 interventi tra impianti e sostituzioni di defibrillatori. Più 60 ablazioni di fibrillazione atriale (si blocca la fibrillazione con l’alta temperatura o la bassa). Per non parlare dei 500 casi (152 in reperibilità) di infarto che vengono trattati all’anno.
Si esegue di routine l’interventistica coronarica ad alta complessità e si interviene in quei casi di ictus provocati da un buco del setto interatriale grazie ad una specie di tappo ad ombrello. Recentemente, inoltre, nella Cardiologia di Mirano è stata attivata un’altra procedura interventistica: il cosiddetto trattamento meccanico dell’angina refrattaria. Una metodica che si impiega laddove non è possibile rivascolarizzare per una malattia coronarica troppo grave. In questi casi, dove cioè il palloncino non è sufficiente, si usa uno stent nel seno coronarico per aumentare la pressione del sangue e così riuscire a distribuirlo meglio nelle pareti cardiache.
Nei casi di infarto miocardico acuto, questa è una Cardiologia h24 e cioè significa che 24 ore su 24 è disponibile una sala di Emodinamica (quindi anche di notte o nei giorni festivi) con medico più personale infermieristico e tecnico dedicato. Se una persona si sente male a casa e chiama il 118, il medico del Ps esegue l’elettrocardiogramma in loco e teletrasmette i dati a noi della Cardiologia. Se si stabilisce che c’è un infarto in corso, il paziente arriva immediatamente in sala operatoria senza passare dal Ps. In questi casi, la velocità è fondamentale: prima si apre la coronaria e maggiori sono le probabilità di sopravvivenza.  
 
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