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"Venice Arrhythmias": i cardiologi riuniti a Venezia ricordano la dottoressa Rita Finotto

mercoledì 25 Ottobre 2017
Venezia e le aritmie: si svolge in questi giorni sull’Isola di San Giorgio uno tra i più importanti congressi scientifici di cardiologia, con circa 1500 tra specialisti iscritti e relatori.Il Direttore Generale ha portato, nella sessione inaugurale, il saluto della nostra Azienda sanitaria, onorata di concorrere a questo evento, e il saluto del Presidente Zaia: “Impossibilitato a partecipare, ha voluto però dire il suo auspicio, che credo sia il nostro: che questi eventi di altissimo livello scientifico non solo ci portino una sanità più efficace, ma si sforzino anche di offrirci una sanità che dà risposte insieme efficaci e sostenibili”. “Tutto va messo al servizio dell’utenza: l’innovazione nelle tecnologie, il miglioramento nei percorsi di cura – ha sottolineato il Direttore Dal Ben – ma anche l’attenzione continua perché la sanità cresca in un moderno sistema in cui le eccellenze siano sempre di più, e servano sempre di più l’utenza vasta delle nostre città. Buon lavoro quindi a ‘Venice Arrhythmias’, e buon lavoro agli specialisti degli Ospedali dell’Ulss 3 Serenissima, che in questo consesso hanno avuto e mantengono stima e autorevolezza, e un ruolo propositivo e fattivo”. Insieme al professor Raviele e al professor Natale, cardiologi di fama internazionale, è il Direttore dell’Elettrofisiologia dell’Angelo, il dottor Sakis Themistoclakis il terzo copresidente del Congresso.

Con un gesto di grande sensibilità, gli specialisti riuniti a Venezia al Congresso “Venice Arrhytmyas” hanno voluto ricordare in apertura dei lavori la dottoressa Rita Finotto. “Direttore Sanitario della nostra Ulss Veneziana fino a quando, meno di un anno fa, un male incurabile l’ha portata via – ha ringraziato il Direttore Dal Ben – la dottoressa Finotto è stata medico e persona di grandissimo spessore.Ricordare lei, come hanno fatto gli specialisti del cuore riuniti a Venezia, è ricordare chi ha speso la propria vita dentro e per una sanità in grado di crescere, innovarsi,  rispondere sempre meglio ai bisogno di salute.Per noi che insieme a lei abbiamo lavorato per anni, ricordare la dottoressa Finotto significa soprattutto ricordare una figura esemplare, che ha saputo coniugare la professione al più alto livello con la continua e instancabile attenzione alla persona bisognosa di cura e di assistenza. Un’amica, un esempio, un riferimento per tutti coloro che, scegliendo la professione sanitaria, impegnano se stessi per la vita al servizio di chi è oggetto di cura e si assistenza”.
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