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Le ernie a Mirano si curano “ambulatorialmente”: interventi per il 95% dei casi in anestesia locale e dopo quattro ore a casa

mercoledì 18 Ottobre 2017
Nella Chirurgia di Mirano si eseguono circa 2200 interventi l’anno, di cui ben 400 riguardano patologie della parete addominale e, in particolare, le ernie. Un tipo di intervento frequente, soprattutto negli uomini, che i medici del miranese eseguono nel 95% dei casi in regime di ricovero ambulatoriale, con anestesia locale. “Per questo tipo di patologia – ha spiegato il Direttore dell'UOC di Chirurgia, il dottor Pierpaolo Da Pian – abbiamo costituito recentemente un ambulatorio e un percorso dedicato che ci permettono una presa in carico più ottimale, una migliore selezione dei diversi casi e un tipo di trattamento personalizzato grazie a chirurghi dedicati alla patologia della parete addominale. “L’ernia non guarisce da sola – ha aggiunto il Dott. Ermanno Tiso, responsabile dell’ambulatorio di Patologia della Parete Addominale, è una zona di debolezza della parete addominale che deve essere trattata chirurgicamente. A Mirano abbiamo affinato una tecnica già esistente che ci permette di operare persone che un tempo erano inoperabili o ad alto rischio anestesiologico per presenza di pluripatologie. Il paziente selezionato per l’intervento in regime ambulatoriale giunge in Ospedale la mattina stessa dell’intervento, gli viene somministrata l’anestesia localmente (ciò significa che per l’intera durata della operazione il paziente è vigile e risponde al medico), e può tornare a casa propria dopo quattro ore dall’intervento. Non è inoltre trascurabile che questa tecnica anestesiologica permetta un più efficiente utilizzo della sala operatoria riducendo i tempi operatori con ricadute positive sulle liste d' attesa.L’intervento, che dura in media una trentina di minuti, prevede una piccola incisione che permette al chirurgo di inserire una rete protesica che blocca la fuoriuscita delle viscere e che, una volta inserita, col tempo, si integra con i tessuti dell'organismo rafforzando la preesistente area di debolezza.Dopo tre giorni il paziente può ridurre o sospendere l’assunzione dei farmaci analgesici e se ha un lavoro di tipo impiegatizio, può rientrare in ufficio dopo una settimana-dieci giorni (che diventano circa una ventina se la persona pratica sport e svolge un’attività lavorativa più impegnativa dal punto di vista fisico). “L’intervento in anestesia locale – ha concluso il Direttore Generale della Ulss 3 Giuseppe Dal Ben – ci permette di operare di ernia tutti quanti, anche le persone più anziane o affette da più patologie. E’ un bene che i nostri professionisti, proprio pensando ai vantaggi che ne derivano sia in termini di post operatorio che di qualità della vita, perfezionino le tecniche “senza per forza dover inventare l’acqua calda” già in uso, soprattutto per patologie frequenti che interessano una importante fetta della popolazione”.
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