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I chirurghi di Chioggia impiegano per la prima volta il Robot Da Vinci

giovedì 17 Agosto 2017
La Chirurgia di Chioggia ha impiegato, per la prima volta, il Robot Da Vinci di Mestre. E’ successo qualche giorno fa per un caso di tumore al colon, scoperto tempestivamente grazie allo screening del colon retto. Attualmente il Robot, acquisito circa due anni fa dall’Ospedale di Mestre, è utilizzato da tutti gli ospedali della provincia di Venezia: in particolare, l’Ospedale di Chioggia si era immediatamente attivato per interventi di tipo urologico e ginecologico. Da qualche giorno, anche il reparto di Chirurgia, per casi selezionati, ha iniziato ad impiegare questo Robot operatorio di ultima generazione, il cui utilizzo comporta innumerevoli vantaggi per il paziente come la riduzione del trauma chirurgico, della degenza e il rapido recupero delle attività quotidiane. “Il caso del signore cinquantenne di Chioggia – ha spiegato il primario di Chirurgia Salvatore Ramuscello – rientrava in quei casi selezionati per un intervento chirurgico mininvasivo. Il signore aveva aderito alla nostra campagna screening del colon retto: dall’esame del sangue occulto era emersa la necessità di ulteriori approfondimenti che sono stati eseguiti, tra cui la colonscopia. Assodato che si trattava di un tumore, ma per fortuna individuato precocemente, dopo il consulto multidisciplinare del comitato oncologico, abbiamo proposto al paziente l’intervento col Robot. Dopo l’intervento, eseguito a Mestre, il signore ha continuato la degenza a Chioggia”. Il Robot Da Vinci costituisce la frontiera più recente della robotica applicata alla chirurgia e della tecnica detta “videolaparoscopia”. In questa tecnica, grazie ai bracci operanti, alle cui sottilissime estremità sono montati strumenti per tagliare, cauterizzare, suturare, il “Robot” costituisce in pratica una potente e precisissima estensione del chirurgo, che lo controlla da remoto e lo manovra attraverso una console dedicata. Una microcamera su un endoscopio restituisce al chirurgo immagini in 3D ad altissima definizione degli organi interni del paziente come se avesse di fronte l’addome aperto. L’operatore si trova quindi ad operare grazie alle minuscole “mani” del Robot, controllando il loro operato su uno schermo e guidandole, con l’uso di joystik e di pedali, a compiere movimenti controllati al millimetro impossibili per delle mani vere.“Colgo l’occasione di questo caso, trattato recentemente dai chirurghi di Chioggia – ha evidenziato il Direttore Generale della Ulss 3 Giuseppe Dal Ben – per ricordare ai cittadini l’importanza di aderire agli screening oncologici, iniziative gratuite programmate in tutte le Ulss dalla Regione Veneto. Attualmente sono tre gli screening a cui si può aderire su invito della propria Ulss: quello mammografico, quello citologico e quello del colon. Lo screening è uno strumento ancora validissimo, ricordiamolo, per diagnosticare tempestivamente il tumore che, se trattato ai suoi esordi, dà maggiori possibilità per una guarigione”. Il tumore del colon retto è spesso preceduto dalla comparsa di formazioni benigne, polipi adenomatosi, che possono diventare maligne in un periodo di tempo molto lungo.  Ogni due anni i soggetti, maschi e femmine, della fascia di età compresa tra i 50 e i 69 anni, residenti nel comune di Chioggia, vengono invitati a ritirare il flaconcino per la raccolta delle feci per la ricerca del sangue non visibile ad occhio nudo. Se l’esame è negativo la persona riceve per posta la comunicazione; se, invece, il campione di feci contiene tracce di sangue, viene contattato dal medico della centrale unica degli screening oncologici che propone un esame di approfondimento. Tutti gli esami all’interno del percorso di screening sono gratuiti e non necessitano di impegnativa del curante.
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