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Vaiolo delle Scimmie (Monkeypox virus)

Sono un contatto di un caso di monkeypox. Cosa faccio?
Quali sono i sintomi ai quali prestare attenzione?
Si raccomanda, per i 21 giorni successivi all’ultimo contatto, di:
  • Controllare la presenza di sintomi: febbre, mal di testa, mal di schiena, dolori muscolari, linfonodi ingrossati, eruzioni cutanee, spossatezza. Solitamente l’eruzione cutanea compare 1-3 giorni dopo la comparsa della febbre e si localizza prevalentemente su mani, viso, area genitale e pianta dei piedi.
  • Evitare rapporti intimi per almeno 21 giorni dall’ultima esposizione o almeno fino a quando non si esclude la malattia
  • Prestare particolare attenzione all’igiene delle mani, respiratoria (starnutire e tossire in un fazzoletto) e degli ambienti (è sufficiente sanificare con la comune candeggina commerciale)
  • Evitare contatti diretti con animali e persone, specialmente con soggetti immunodepressi e donne in gravidanza.
  • Evitare donazioni di sangue.
L’isolamento non è indicato, in assenza di sintomatologia.
Se compaiono i sintomi rivolgersi al proprio Medico di Medicina Generale / Reparto Malattie Infettive dell’Ospedale più vicino.

Come si trasmette?
Posso farmi degli esami?
In base alle evidenze disponibili attualmente, la probabilità di diffusione del vaiolo delle scimmie nella popolazione generale in Europa e nel mondo, al di fuori delle aree endemiche, è considerata molto bassa.
L’infezione si trasmette tramite contatto diretto con le lesioni cutanee, fluidi corporei infetti, materiale contaminato come lenzuola o altra biancheria condivisa col caso confermato di monkeypox.
La decisione di eseguire test diagnostici deve essere basata su criteri clinici ed epidemiologici. Pertanto sarà il tuo medico a decidere se effettuarli oppure no.

Come posso prevenire monkeypox?
  • Evitare il contatto diretto con persone affette da monkeypox e con gli oggetti che il caso potrebbe aver usato (biancheria, lenzuola, suppellettili)
  • Pulire e disinfettare con candeggina gli ambienti che potrebbero essere stati contaminati da una persona malata
  • Non esistono farmaci che proteggano dall’infezione.
  • I contraccettivi di barriera (preservativo, diaframma) non sono efficaci, dato che il contagio può avvenire anche attraverso il contatto con le lesioni cutanee della malattia. L’unico modo per evitare il contagio è astenersi da comportamenti a rischio.

Esiste un vaccino?
Attualmente l’OMS non raccomanda la vaccinazione di massa.
Il vaccino gratuito contro il vaiolo delle scimmie è stato autorizzato come profilassi per i soli pazienti con età a partire dai 18 anni appartenenti alle categorie ad alto rischio:
Quante dosi prevede la vaccinazione per monkeypox?
Il ciclo vaccinale di base è composto da due dosi a distanza di almeno 28 giorni.
É prevista una sola dose di vaccino per il vaiolo delle scimmie per chi abbia ricevuto in passato almeno una dose di vaccino anti-vaiolo.

Non mi ricordo se sono stato vaccinato contro il vaiolo?
La vaccinazione contro il vaiolo in Italia è stata sospesa nel 1977 e abrogata ufficialmente nel 1981.
Le persone di età pari o superiore ai 46 anni sono considerate protette.
La protezione contro il vaiolo delle scimmie conferita dalla vaccinazione antivaiolosa è stimata intorno all’85%.

Sono stato vaccinato contro il vaiolo. Posso fare il vaccino?
Se hai già effettuato la vaccinazione antivaiolosa in passato, è sufficiente una dose di richiamo di vaccino contro monkeypox.

A chi rivolgermi per la vaccinazione?
Se ritenete di appartenere ad una delle categorie di rischio elencato nella Circolare Ministeriale è possibile chiamare il numero verde 800 938811 (da lunedì a sabato dalle 9.00 alle 14.00) oppure scrivere a sisp.vaccinazioni@aulss3.veneto.it.
Eventuali casi complessi saranno valutati di concerto con l'UOC Malattie Infettive.


Normativa e riferimenti:
Ultimo aggiornamento: 18/08/2022
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