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Un anno di lavoro della Oculistica di Dolo-Mirano: oltre 36mila prestazioni di tipo ambulatoriale. Raddoppiati gli interventi complessi di glaucoma

martedì 21 Gennaio 2020
Il 2019 si è chiuso con importanti numeri di attività per il Reparto di Oculistica del Distretto di Mirano-Dolo della Ulss 3: ben oltre 36mila prestazioni di tipo ambulatoriale a cui si aggiunge tutta l’interventistica dove, al primo posto, si è piazzata la cataratta (circa 2.200 interventi, un centinaio in più rispetto allo scorso anno), a seguire le iniezioni intravitreali per pazienti con diabete, maculopatie e trombosi retinica (661 rispetto a 398 dello scorso anno). Raddoppiata anche l’attività che riguarda gli interventi chirurgici più complessi sul bulbo dove, solo per il trattamento del glaucoma, si sono registrati 80 interventi nel 2019, di cui il 30% è rappresentato da pazienti giunti da fuori Ulss. Buoni risultati, infine, ci vengono offerti anche dagli ambulatori che si sono occupati delle visite oculistiche in età pediatrica: nel 2019, in tutto il territorio abbiamo visitato oltre 500 bambini.

Una delle problematiche più diffuse tra i più piccoli e difficile da scoprire è quella della ambliopia, dove è necessaria una visita di uno specialista in oculistica. “Immaginiamo – ha ricordato il Primario – che gli occhi siano come due macchine fotografiche che funzionano insieme. Ciascuna produce una immagine che poi viene fusa in un’unica immagine attraverso il lavoro del cervello che ci permette così di avere la percezione e la profondità delle cose. Se in un occhio vi è un difetto visivo, le due immagini non saranno uguali ed il bambino avrà la tendenza ad escludere l’immagine peggiore, prediligendo quella migliore. Così facendo, però, non aiuterà l’occhio “difettoso” a riabilitarsi. Se il difetto è corretto quando il bambino è piccolo il meccanismo della visione è ancora in evoluzione le probabilità di guarigione sono maggiori”.

Una patologia in costante aumento che, secondo le stime nazionali, colpisce il 5% degli over 75 è la maculopatia. Un tipo di patologia trattata anche nell’Ospedale di Dolo: “La macula – ha spiegato il Primario della Oculistica del Distretto di Mirano Dolo della Ulss 3, il Dottor Romeo Altafini - è quell’area dell’occhio che si trova al centro della retina dove maggiore è la concentrazione dei fotorecettori che aiutano a percepire sia i colori che le forme degli oggetti”. “I sintomi di una maculopatia – ha continua il medico – vanno dalla perdita di acutezza visiva centrale con la sensazione di vedere meglio con la parte periferica dell’occhio associato poi ad una distorsione delle immagini: le cose dritte cominciano ad ondeggiare, tutto si curva e persino centrare una tazzina di caffè può diventare, nel tempo, un problema”. Chi ne soffre è solitamente un soggetto che presenta una familiarità per questa malattia, che può anche aver condotto stili di vita poco sani od essere affetto da altre patologie che aumentano il rischio di contrarla, come nel caso del diabete. Il trattamento in questi casi può essere attuato sia con il laser che con l’utilizzo di farmaci iniettati direttamente dentro l’occhio. 
Altra patologia importante su cui si sono specializzati gli oculisti del Distretto di Mirano Dolo è sicuramente il glaucoma: una malattia subdola dell’occhio che spesso viene scoperta occasionalmente. Si stima, infatti, che il 10% della popolazione presenta un ipertono oculare senza saperlo. Il glaucoma è caratterizzato da una pressione oculare elevata (di solito maggiore di 21 millimetri di mercurio) con una conseguente escavazione del nervo ottico ed una riduzione del campo visivo, cioè diminuzione della capacità di percepire oggetti o persone che si trovano oltre che di fronte a noi, anche lateralmente. E’ importante saper riconoscere quale forma clinica di glaucoma si ha di fronte e individuare i vari stadi della malattia. Una volta fatta la diagnosi, si lavora per controllare l’unico fattore di rischio della malattia su cui si può agire e cioè la pressione oculare cercando di riportarla al valore target. Un’operazione che viene fatta scegliendo di volta in volta la terapia medica migliore per quel determinato caso, che può essere la somministrazione di gocce oppure un trattamento laser o, ancora, un intervento di tipo chirurgico, oggigiorno sempre più mininvasivo. “Nel nostro reparto, – ha evidenziato il Primario Romeo Altafini - accanto alla continua evoluzione della chirurgia tradizionale del glaucoma, si è sempre attenti alla ricerca di nuove tecniche di chirurgia mininvasiva. Questa ricerca ha interessato anche la malattia del glaucoma che a Dolo è trattata ampiamente e in maniera efficace, avvalendoci ora di microdispositivi che permettono la riduzione della pressione intraoculare in pazienti selezionati dove la pressione intraoculare non può essere controllata con la massima terapia medica tollerata o quando la progressione della patologia richiede l’intervento chirurgico”.
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