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Anziani e Non Autosufficienza

L‘Unità Operativa Semplice Anziani Non Autosufficienza è di recente implementazione, definita con Delibera del Direttore Generale n. 1756 del 27.10.2021 a seguito della approvazione dell’Atto Aziendale su indicazioni Regionali -Decreto del Direttore Generale dell‘Area Sanità e Sociale n. 111 del 19.10.2020, in applicazione della DGR n. 1306 del 2017.
L’obiettivo dell’intervento della UOS è quello di definire un progetto personalizzato per la persona in condizione di non autosufficienza, partendo dall’analisi delle condizioni personali, sociali ed ambientali, per favorire alla persona e alla sua famiglia la miglior qualità di vita possibile nel rispetto del principio di libera scelta e di autodeterminazione, garantendo sempre il diritto alla prestazione sociosanitaria più appropriata, continuativa e unitaria. Il progetto viene condiviso ed avallato dalla UVMD (Unità Valutativa Multidimensionale Distrettuale) e periodicamente aggioranto e verificato affinchè venga data una risposta globale e finalizzata al benessere sia del singolo che della sua famiglia.

Le azioni qualificanti che la UOS Anziani Non Autosufficienza Anziani si propone di applicare sono:
●la gestione delle problematiche relative alla non autosufficienza per l’area anziani;
●la definizione e la realizzazione del Progetto Assistenziale Individualizzato, in collaborazione con l’UVMD attraverso l’utilizzo di strumenti valutativi regionali (SVaMA), così come previsto dai provvedimenti regionali in considerazione dei bisogni della persona non autosufficiente;
●il consolidamento del rapporto con i Centri di Servizi e i Centri Diurni, quali nodi fondamentali della rete dei servizi sul territorio;
●la verifica dei progetti attivati, colloqui di sostegno individuale e familiare, collaborazioni con altri servizi distrettuali, servizi sociali comunali, enti gestori di strutture semiresidenziali e residenziali per non autosufficienti, cooperative sociali e altri soggetti del terzo settore;
●la gestione e il monitoraggio delle impegnative di residenzialità attraverso il registro unico della residenzialità istituito e regolamentato secondo le specifiche regionale;
●la gestione delle graduatorie specifiche per l’attribuzione delle impegnative di cura domiciliare attraverso il supporto informatico unico definito a livello regionale in modalità web;
●lo sviluppo di progettualità a sostegno della domiciliarità, anche attraverso iniziative di sollievo con la collaborazione dei soggetti del terzo settore;
●l’espletamento delle verifiche sui Centri di Servizi inerenti al buon funzionamento degli stessi in relazione alla presa in carico degli ospiti, con riguardo ai livelli residenziali e semiresidenziali, e all’attuazione degli accordi contrattuali;
●la collaborazione in tutte le attività che attengono al buon funzionamento delle strutture residenziali, fornendo il necessario supporto al responsabile della Unità Operativa Cure primarie quale Coordinatore sanitario delle Case di riposo;
● la gestione di specifici progetti regionali in ambito della non autosufficienza.

Gli interventi e le progettualità offerte sono di seguito descritte:
Il sistema dei servizi per le persone non autosufficienti permette una pluralità di risposte di tipo domiciliare e/o residenziale nonché di contributi economici e di sostegno alla persona in stato di bisogno e alla sua famiglia. Per evitare la frammentazione delle risposte e favorire la convergenza delle risorse è fondamentale intercettare unitariamente la domanda del bisogno ricercando sinergie d’azione e promuovendo forme di collaborazione. Il Responsabile della UOS e l’assistente sociale del servizio provvedono a orientare e a informare i richiedenti in funzione della normativa vigente garantendo una presa in carico nella sua complessità definendo con l’interessato, e/o famiglia o rappresentante legale, il percorso più appropriato da seguire. 
La valutazione multidimensionale rappresenta forse uno dei più riusciti esempi di ‘soluzioni’ che, nel coniugare appropriatezza clinica e organizzativa, sanciscono l’irrinunciabilità di un approccio globale al paziente complesso. In vista di una personalizzazione dell’intervento, che richiede la compartecipazione attiva di diversi professionisti e attori, anche esterni al mondo sanitario, compito della UOS è quello di facilitare il raccordo tra risorse disponibili e uso degli strumenti valutativi individuati dalle normative regionali e nazionali per l’analisi del bisogno.
In stretta connessione con la COT, le Cure Primarie, le Cure Palliative e le UU.OO. Specialistiche, la UOS coordina e definisce il percorso di dimissione dall’ospedale al territorio della persona non autosufficiente in stato di bisogno, privilegiando il rientro a domicilio che da alcuni anni rappresenta l’orientamento strategico delle politiche socio-sanitarie. Viene garantita una presa in carico della persona con l’attivazione dei necessari interventi di supporto che potrebbero anche includere un temporaneo trasferimento in Strutture Intermedie. 
Le persone anziane o non autosufficienti possono avvalersi di una pluralità di servizi, sociali o sanitari, domiciliari o residenziali, economici o di supporto, che possono essere integrati, in relazione ai diversi tipi di non autosufficienza o disabilità, nella pianificazione di un Progetto di Salute al fine di garantire qualità e appropriatezza della presa in carico.
La Regione Veneto con D.G.R. 1338 del 30.07.2013 (BUR n. 72 del 20.08.2013) e successivi aggiornamenti ha approvato la programmazione delle prestazioni in materia di domiciliarità per le persone non autosufficienti istituendo le Impegnative di Cura Domiciliare (ICD).
Dalla suindicata D.G.R. e successive, sono state previste diverse tipologie di ICD, di cui 5 nello specifico per le persone non autosufficienti, che possono essere richieste e ottenute attraverso una procedura basata su graduatorie per gravità di bisogno assistenziale e situazione economica rilevata con l’ISEE:
  • ICDb si rivolge a utenti con basso bisogno assistenziale, verificato dalla rete dei servizi sociali e dal Medico di Medicina Generale;
  • ICDm si rivolge a utenti con medio bisogno assistenziale  in presenza di demenza accompagnata da gravi disturbi comportamentali, verificato dal Distretto Socio-Sanitario;
  • ICDa si rivolge a utenti con alto bisogno assistenzialecon disabilità gravissime e in condizione di dipendenza vitale che necessitano a domicilio di assistenza continua nelle 24 ore, , verificato dal Distretto Socio-Sanitario;
  • ICD sla si rivolge alle persone con Sclerosi Laterale Amiotrofica (delibera regionale n. 571/2017 e 946/2017);
  • ICD mgs si rivolge a utenti con medio bisogno assistenziale con presenza di demenza accompagnata da gravissimi disturbi comportamentali o con disturbi neurosensoriali  (delibera regionale n.1174/2021), verificato dal Distretto Socio-Sanitario;
L’ICD è un contributo erogato per l’assistenza delle persone non autosufficienti al proprio domicilio. Serve ad acquistare direttamente prestazioni di supporto e/o assistenza socio-sanitaria, ad integrazione delle attività di assistenza domiciliare erogate dalla ULSS (servizio ADI) e dai Comuni (servizio SAD).

L’Assistente Sociale del Comune di Residenza raccoglie la richiesta e attiva il Distretto SocioSanitario per la valutazione e la definizione del progetto che verrà avallato dalla UVMD (Unità Valutativa Multidimensionale Distrettuale). L’ottenimento del contributo economico è subordinato alla disponibilità dei finanziamenti Regionali e viene erogato sulla base di una graduatoria unica aziendale diversificata per ciascuna tipologia. Il pagamento della ICD inizia dalla data di assegnazione dell’impegnativa e non dalla data di presentazione della domanda. La ICD dura 12 mesi dalla data di emissione e viene erogata dalla A. ULSS 3 a cadenza variabile a seconda della tipologia. Sono previste delle verifiche della permanenza dei requisiti richiesti.
Con DDR 52 del 30 novembre 2021 la Regione ha istituito un nuovo contributo economico a favore dei caregiver che prestano assistenza diretta alle persone in condizione di non autosufficienza (CG); ha carattere sperimentale, mutuamente esclusivo con la ICD e diversificato, come le ICD, in diverse tipologie in base a necessità assistenziale e gravità.
Sono servizi che permettono a coloro che si trovano in condizioni di dipendenza fisica o sociale o socio-sanitaria di ricevere le cure e l’assistenza necessarie nel proprio domicilio:
  • assistenza domiciliare (s.a.d.): erogata dal Comune di Residenza ha l’obiettivo di aiutare la persona nel disbrigo delle attività di vita quotidiana.
  • assistenza domiciliare infermieristica (a.d.i.): erogata dal personale del Distretto SocioSanitario, ha l’obiettivo di fornire prestazioni infermieristiche a domicilio.
Tale servizio è rivolto agli anziani che vivono da soli o in coppia e a coloro che, pur non avendo compiuto 65 anni d’età si trovino in situazioni di rischio sociale e/o sanitario.
Ogni utente viene dotato di un mini apparecchio provvisto di un pulsante che, se premuto, fa scattare un segnale d’allarme al Centro Operativo attivo 24 ore su 24. Il Centro, in questo caso, è in grado di agire immediatamente ed attivare tempestivamente un intervento urgente.
Per attivare il servizio di telesoccorso, o avere informazioni in merito, il cittadino può rivolgersi ai Servizi Sociali del Comune di residenza oppure al Distretto Socio Sanitario di appartenenza.
Sono strutture che ospitano persone non autosufficienti anziane (età superiore ai 65 anni) che non sono in grado di vivere autonomamente e che non hanno una famiglia che assicuri loro un adeguato sostegno, per le quali non è possibile la permanenza a domicilio temporaneamente o permanentemente.
La domanda di inserimento viene presentata dall'interessato, o da un familiare o rappresentante legale, all'Assistente Sociale del Comune di Residenza o al Medico di Medicina Generale che provvederanno all’inoltro al Distretto Socio Sanitario di pertinenza per l’avvio della procedura di valutazione e formalizzazione del progetto in UVMD. L'ammissione alla graduatoria unica avviene dopo autorizzazione da parte dell'Unità Operativa Valutativa Multidimensionale Distrettuale (U.V.M.D.) e previo raggiungimento del punteggio minimo di ingresso previsto dalla normativa Regionale. L’ingresso in un Centro Servizi è subordinato allo scorrimento della stessa graduatoria. E’ vigente un regolamento Aziendale per l’accesso ai servizi residenziali anziani. La composizione della retta consta di una quota sanitaria a carico del Servizio Sanitario Nazionale e una quota alberghiera a carico dell’utente che può chiedere eventuale integrazione a carico del Comune di residenza.
In deroga all’età, nelle strutture anziani, possono accedere persone in situazione di non autosufficienza più giovani, affetti da patologie degenerative o quadri similari, sempre previa autorizzazione della UVMD.
Le Unità di offerta UDO prevedono posti letto per:
Persone anziane non autosufficienti con ridotto-minimo bisogno assistenziale (1 livello)
Si tratta di posti letto finalizzati a garantire assistenza a persone in condizione variabile necessità assistenziale sociale ma solo di ridotto o minimo bisogno sanitario
Persone anziane non autosufficienti con maggior bisogno assistenziale (2 livello)
Si tratta di posti letto finalizzati a garantire assistenza a persone in condizione variabile necessità assistenziale sociale ma con maggior bisogno sanitario
SVP - Sezione accoglienza e assistenza stato vegetativo permanente 
Si tratta di posti letto destinati a persone che si trovano in condizione di “stato vegetativo” in seguito a gravi lesioni cerebrali, al fine di garantire un elevato livello di assistenza sanitaria ed infermieristica
SAPA - Sezione alta protezione Alzheimer
Si tratta di posti letto a carattere temporaneo finalizzati a garantire l’assistenza a persone affette da malattia di Alzheimer o altra forma di demenza con gravi problemi comportamentali difficilmente compensabili a domicilio.
Struttura per religiosi di 1 e 2 livello assistenziale 
Sono strutture residenziali equiparabili alle strutture anziani ma dedicate esclusivamente a religiosi.
E’ un servizio che si inserisce nel più ampio contesto degli interventi di accoglienza residenziale arricchendo l’offerta dei servizi territoriali. Ha l’obiettivo di sostenere la domiciliarità, offrendo supporto temporaneo alla persona in condizione di fragilità o di non autosufficienza e alla sua famiglia.
È un servizio che prevede un’accoglienza diurna alle persone anziane non autosufficienti, presso strutture idonee a fornire interventi socio-sanitari. Viene così garantita all’anziano la permanenza nel proprio ambiente familiare e nel contempo si riduce l’onere assistenziale delle famiglie.
A seguito dell’emergenza Covid 19, con l’articolo 48 Decreto-Legge 17 marzo 2020 n. 18 convertito con modificazioni dalla L. 24 aprile 2020, n. 27, la Regione Veneto ha promosso progetti sperimentali a favore dell’assistenza a domicilio delle persone non autosufficiente poste nella condizione di non potersi muovere da casa. La validità del progetto presentato ha permesso l’arricchimento dell’Unità di Offerta con tale tipologia di servizio, dedicata alle persone non trasportabili e bisognose di un'attività di riattivazione fisica e/o cognitiva. Il Servizio prevede anche la possibilità di supporto psicologico per il caregiver e/o il familiare.


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Ultimo aggiornamento: 23/06/2022