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Sigaretta, un’abitudine per un adolescente veneziano su tre: contro il fumo e con l’Ulss 3 si schierano le "celebrities" veneziane

venerdì 29 Maggio 2020
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La sigaretta è ancora un’abitudine per un adolescente veneziano su tre. A far alzare i numeri del vizio del fumo nel territorio veneziano sono in particolare i giovani tra i 25 e i 34 anni: in questa fascia d’età nello scorso quadriennio fumava il 31,8%, oggi ha l’abitudine al fumo il 32,4%. Meglio i giovanissimi: tra i 18 e i 24 la percentuale di chi fuma sta scendendo: sono il 30%, quattro anni fa erano il 32%. 
Più cresce l’età, più la percentuale dei fumatori scende: secondo i dati Passi, l’Osservatorio sugli Stili di Vita, fumano 22 adulti veneziani su cento tra i 35 e i 49 anni (quattro anni fa erano quasi il 24%) e 18 su cento tra i 50 e i 69 (erano il 19%). Sono quindi i ragazzi che transitano dall’adolescenza all’età adulta, sottolinea l’Ulss 3 Serenissima in vista della Giornata mondiale contro il fumo, a far crescere i numeri totali rispetto al quadriennio 2014-2017: nella nostra città si è passati da 88.942 fumatori a un totale di 91.408.
 
I fumatori pentiti grazie all’Ulss 3. Nel 2019 l’Ulss 3 Serenissima ne ha liberati dal vizio 96: nei suoi quattro ambulatori dedicati, sono stati presi in carico 309 persone. La percentuale di fumatori convinti a smettere, a fine trattamento, è stata in media il 31%, che corrisponde al valore medio riportato in letteratura.
 
I video selfie delle celebrities veneziane. Ma l’Azienda sanitaria non si limita ai corsi per smettere di fumare, e in occasione della Giornata mondiale contro il fumo di domenica 31 maggio, in collaborazione con il Comune di Venezia, la Lilt e l’Ordine dei Medici, chiama in causa i più importanti volti veneziani, che in un’ampia serie di videomessaggi si schierano e lanciano l’appello. “Ragazzi, mi raccomando, non cadete nella rete - mette in guardia l'allenatore della Reyer Walter De Raffaele -: per voi e per il bene della vostra squadra non fumate, mai”. “Per essere fighi dovete essere intelligenti - lancia l’appello da New York la blogger Annalisa Menin -: lasciate perdere il fumo”.
I video così realizzati – in totale i testimonial sono 27 –  vengono pubblicati e diffusi su tutti i canali social e nel sito dell’Azienda sanitaria. Arrivano dal mondo dell’arte, dello sport, della moda, del giornalismo, della letteratura, della scienza. Tutti e 27 accanto all’Ulss 3 per combattere il fumo.
Lo scrittore e giornalista veneziano Alessandro Marzo Magno smette il 15 marzo 1996 a Sarajevo, durante la fine della guerra tra serbi e croati musulmani: “L’ho fatto perché il fumo uccide più del conflitto”, racconta a tutti. Gian Antonio Stella, scrittore, giornalista ed editorialista del Corriere della sera, è anche lui un ex fumatore: “Ogni volta che ci penso mi dico: ma quanto stupido ero? Stupidata pagata cara, perché a causa del fumo quasi 25 anni fa sono stato costretto a operarmi e ho perso un rene”. Lorenzo Michielan, titolare dell’antica drogheria Caberlotto di Mestre, parla “da nonno: ho fumato anche io da giovane e non sentivo tanti profumi primari nei cibi, nelle spezie, nei vini, nella primavera che fiorisce. Adesso li sento tutti, anche i più delicati”. “Lo sappiamo che fa male - concorda l’attrice Ottavia Piccolo -, però diciamo: va beh, ma tanto di qualcosa bisogna morire. Ecco, no, lasciamo stare, fumare fa male”. Mette in guardia dal tabacco anche don Nandino Capovilla, prete di frontiera e parroco del quartiere multietnico Cita di Marghera: “Prendi le distanze dal fumo e stai meglio”.
Alberto Toso Fei, giornalista e scrittore veneziano, dice che “a Venezia c’è calle del fumo, ma credo che pochi di voi sappiano dirmi dov’è. Ci sono anche delle calli del tabacco, ma anche queste fareste fatica a trovarle. Però tutti sanno dov’è la Salute. Vorrà dire qualcosa, no?”. 
“Tutte queste voci sono la dimostrazione – sottolinea il Direttore Generale dell’Ulss 3 Serenissima Giuseppe Dal Ben – di come è cambiato l’atteggiamento complessivo verso il fumo: c’è ancora chi fuma, ma lo fa davvero per vizio, e non ci guadagna affatto in immagine". “Fumare è out, fuori moda, fuori del tempo - dice infatti ai giovani il Direttore Dal Ben nel suo video-selfie -. Non fumate, non cominciate nemmeno. Pensate sempre a rispettare chi vi sta accanto”.
 
Il contributo multimediale delle scuole. Nonostante l'emergenza Covid, in questi mesi gli operatori dell’Ulss portano comunque avanti i progetti di prevenzione al tabagismo (“Smoke free Class” e “Liberi di scegliere”). Tra i risultati, la produzione di quattro video dalle classi di seconda media, in rappresentanza di ciascun distretto del’Azienda sanitaria. Partecipano le scuole di Scorzè, Pianiga, Quarto d'Altino e Chioggia.
 
I video dagli ambulatori “anti fumo”. Video per far desistere i fumatori arrivano anche dagli ambulatori per il trattamento del tabagismo di Dolo, Noale, Chioggia e Mestre, in occasione della loro riapertura.

La mission della campagna. L’Ulss 3 Serenissima è poi impegnata con poster, brochure, volantini, messaggi social. “Lo scopo di questa campagna è quello di evidenziare le strategie di comunicazione che le aziende adottano ingannando le nuove generazioni, fornendo ai giovani informazioni sulle tecniche che vengono utilizzate per indurli al consumo di tabacco. Li mettiamo a conoscenza dei rischi per la salute” spiega il Direttore del Dipartimento di Prevenzione, Luca Sbrogiò. “La popolazione più giovane – aggiunge – è quella più sensibile alle strategie di manipolazione da parte delle aziende di produzione di nicotina e tabacco, che negli anni hanno studiato in che modo si potessero avvicinare le nuove generazioni al consumo, puntando l’attenzione su queste piuttosto che sugli adulti. Il fumo è un tema che un tempo apparteneva alla sfera del “mondo dei grandi”, per cui le aziende puntano sul desiderio di emancipazione, di accettazione all’interno di un gruppo, tipico dei giovani adolescenti”.

 
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