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Sempre seguiti i protocolli anti contagio nelle sale operatorie. Da gennaio all’Angelo 8.772 interventi in sicurezza, 36 su casi Covid

domenica 22 Novembre 2020
L'Ulss 3 Serenissima ha sempre applicato tutti i protocolli previsti, come da indicazioni nazionali, regionali e dell'Organizzazione mondiale della sanità, anche, come in ogni altro ambiente sanitario, per quanto riguarda l'utilizzo dei dispositivi di protezione all'interno delle sale operatorie.
L'Azienda sanitaria - che intraprende le vie legali verso chi insinua un'attenzione meno puntuale al tema della protezione dei propri operatori - sottolinea come nell’area chiururgica dell’ospedale dell’Angelo sia previsto un percorso Covid interno, con sala dedicata, che limita ulteriormente il rischio contagio e lo stratifica in base al tipo di paziente (positivo, a rischio positività e negativo) e alle varie fasi dell'intervento. Sono poi tutelate tutte le fasi d’intervento sulle alte vie respiratorie con protocolli dedicati. 
Le misure di precauzione sono state ampiamente condivise in più occasioni con chirurghi, anestesisti e infermieri. Altre misure di precauzione sono previste anche per i pazienti non Covid. 
L'Ulss 3 Serenissima evidenzia che a causa dell'inasprirsi della pandemia, come ulteriore misura di cautela dovuta al contesto e alla fase specifica che il gruppo operatorio sta attraversando, la Direzione ospedaliera ha deciso temporaneamente di disporre un'ulteriore protezione per i sanitari. Questa cautela aggiuntiva conferisce un’ulteriore sicurezza agli operatori, ai quali è stato comunque raccomandato di rafforzare tutte le altre misure preventive come il distanziamento e il lavaggio delle mani. E quanto alle positività riscontrate tra i sanitari, sottolinea che la loro genesi non è sicuramente nota e potrebbe essere di tipo anche comunitario, non da attribuire, quindi, al contesto lavorativo.
L’Ulss 3 infine ricorda che da gennaio, all’ospedale dell’Angelo, sono stati effettuati 8.772 operazioni chirurgiche in regime di ricovero, tra le quali sono stati trattati 36 casi Covid certi senza nessun tipo di problema. Questo conferma la bontà delle iniziative scelte dalla direzione, grazie alle quali non è mai stata messa a rischio né l'incolumità dei pazienti, né quella degli operatori. 
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