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Rianimazione dell'Angelo: una squadra specializzata al servizio dei "grandi traumatizzati" e la mortalità è sotto il 15%

lunedì 03 Febbraio 2020
Settecento persone gestite dopo un trauma o un incidente, e di queste 151 assitite in urgenza nella "Shock Room" e poi ricoverate per la gravità delle ferite e per la loro condizione di "grandi traumatizzati": si riassume così il bilancio di un anno di lavoro della Rianimazione dell'Ospedale dell'Angelo.
E' evidente che sul lavoro del Reparto di Terapia Intensiva, sono proprio questi "grandi traumatizzati" ad incidere in modo forte, e a rappresentare la sfida più importante: "Nel 2019 sono state circa settecento, nel totale, le vittime di trauma arrivate all'Angelo - spiega il Primario Francesco Lazzari -; ma se circa 550 sono state gestite come 'codici gialli', in collaborazione tra gli operatori della Terapia intensiva e il Pronto Soccorso, i 151 'grandi traumatizzati' sono stati gestiti come codici urgentissimi. Hanno quindi comportato l'intervento del nostro speciale 'TraumaTeam', e sono stati poi accolti in Terapia Intensiva per la necessaria degenza".

E' il "Trauma Team", alla guida del quale c'è la dottoressa Debora Saggioro, ad accogliere un "grande traumatizzato". Il "Trauma Team" si prepara in Ospedale già dall'annuncio dell'incidente, ed è quindi pronto ad accogliere la vittima quanto i mezzi del Suem118 la portano in Pronto Soccorso. "La capacità della nostra squadra - spiega la dottoressa Saggioro - è quella di ricevere il paziente, stabilizzarlo, comprendere rapidamente le criticità, ordinarle per gravità e intervenire secondo i protocolli. Le competenze dei diversi specialisti, che però nel momento dell'intervento sanno dialogare tra loro secondo protocolli e linguaggio condiviso, portano ad un'operatività specialissima, in cui il rianimatore svolge una funzione centrale". Di questi "grandi traumatizzati", questi "codici rossi", dopo l'intervento nell'apposita "Shock Room", la Rianimazione si fa carico anche per quanto riguarda la degenza e la relativa assistenza fino al passaggio, quando la situazione lo consente, al normale reparto.    
Per molte di queste persone, nonostante la gravità dei traumi che avevano subìto, la Rianimazione dell'Angelo è stata, per fortuna, un momento di passaggio: "All'Ospedale dell'Angelo attivo uno dei cinque 'Centri del Trauma' istituiti nel Veneto - sottolinea il Direttore Generale dell'Ulss 3 Serenissima, Giuseppe Dal Ben - e se nel 2019 Il tasso di mortalità è stato inferiore al 15%, rispetto ad un tasso del 25% rilevato dieci anni fa, è proprio grazie all'opera di questa équipe di specialisti multidisciplinari, in grado di gestire con un lavoro di squadra i casi più complessi e urgenti, in tempi strettissimi e con i più efficaci protocolli salvavita".

"Salviamo vite, ogni volta che possiamo, e questo ci rende orgogliosi - sottolinea il Primario della Rianimazione dell'Angelo -. Ma la nostra Rianimazione è anche un luogo in cui si vede e si sente tanta tristezza, e anche tanta tristezza evitabile: perché qui si vedono ogni giorno le conseguenze, spesso terribili, degli incidenti stradali, che spesso coinvolgono persone giovani". Il Primario sottolinea i costi alti che un incidente può determinare: "Ci sono le conseguenze gravi - spiega il dottor Lazzari - che la persona coinvolta in un incidente può portarsi dietro per tutta la vita. Inoltre un incidente stradale costringe comunque chi ne è protagonista ad un decorso operatorio e postoperatorio lungo e faticoso, per la vittima dell’incidente e per tutta le rete dei familiari". Il monito, l’appello all’attenzione quando si è alla guida, resta sicuramente dentro a chiunque fa quest’esperienza in Rianimazione: "Per chi entra in questo Reparto - spiega - è chiarissimo che la strada può far male. Quando vedi un amico per giorni immobile in una delle nostre stanze di Terapia Intensiva, lo capisci bene che guidare non è un gioco".

Il 2019 del "Trauma Team" dell'Ospedale dell'Angelo
- Politraumi codice giallo: 557, gestiti con il personale sanitario del Pronto Soccorso.
- Politraumi codice rosso: 151, gestiti dal Trauma Team con successivo ricovero in Terapia Intensiva
Tutti con un Injury Severity Score >15 e con ISS medio di 20.
La mortalità per quanto concerne i degenti ricoverati in Terapia Intensiva: 14,8%, completamente in linea con i dati dei centri di riferimento nazionale quali Bologna, Cesena e Milano.
Da quando, dieci anni fa, è stato attivato all'Angelo il "percorso trauma", la mortalità è scesa dal 25% al 14,8%, a dimostrazione che un sistema ben organizzato e la presenza di personale adeguatamente formato possono fare molto in termini di miglioramento dell'outcome.
- La dinamica prevalente: incidenti stradali seguiti dagli infortuni sul lavoro
- Circa il 26% dei pazienti provengono dall'area vasta (San Donà, Portogruaro, Jesolo).  
Attività di formazione e organizzazione
- Nel 2019 si sono tenute tre edizioni del Corso Trauma Avanzato che hanno consentito di formare circa 60 persone per quanto riguarda la valutazione primaria, i principi di trattamento del paziente politraumatizzato con particolare riferimento al nostro modello ospedaliero. A tali corsi ha partecipato personale proveniente da diverse aree specialistiche ma tutto coinvolto nella gestione del politrauma (Area Emergenza, Anestesia e Rianimazione, Chirurgia, Radiologia). Il corso è stato inoltre esteso anche al personale degli Ospedali di Venezia, Chioggia, Dolo e Mirano.
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