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Prestazioni "sospese", nonostante il momento difficile, l'Ulss 3 è già a due terzi del piano di recupero

venerdì 08 Luglio 2022
In pochi mesi l'Ulss 3 ha recuperato due terzi delle prestazioni del totale programmato dal piano di recupero del 2022. Il totale delle prestazioni (visite ed esami) eseguite in un anno dall'Ulss 3 Serenissima supera i 2 milioni (di cui 520 mila erogate con l'aiuto dei privati convenzionati). Oltre a queste si aggiunge il recupero delle prestazioni non urgenti rimaste ferme alcuni mesi causa pandemia:
- i ricoveri per intervento chirurgici sono stati recuperati per il 62% rispetto a quanto previsto dal piano di recupero da completare entro il 2022;
- la Chirurgia ambulatoriale ha recuperato TUTTE le prestazioni, e la previsione è quella di andare oltre al piano di recupero, puntando a dare una risposta a tutte le prestazioni in attesa;
- le prestazioni ambulatoriali sono state recuperate per il 59% del piano di recupero per il 2022;
- le urgenze e le alte priorità sono state invece sempre costantemente garantite.

L'Azienda sanitaria veneziana sta quindi rispettando ampiamente le scadenze di recupero delle prestazioni previste nel piano operativo aziendale, che completerà entro l'anno.
Anche nell'ambito degli screening si è provveduto a recuperare un terzo dei test rinviati nei due anni precedenti. Inoltre negli ultimi mesi si sono effettuate oltre 9 mila vaccinazioni extra covid, anch'esse rinviate per l'emergenza, come ad esempio quelle per prevenire la varicella, il papilloma virus e il pneumococco. Prestazioni erogate per 6 mila utenti, soprattutto anziani e ragazzi, su tre diverse sedi, che andranno ad ampliarsi nelle prossime settimane.
Un'organizzazione orientata anche al recupero che sta marciando spedita, nonostante la nuova imprevedibile ondata estiva che sta mettendo in difficoltà l'intero sistema sanitario nazionale:

"Da una decina di giorni si registrano più di mille positivi ogni giorno e il personale dell'Azienda sanitaria è costretto a riaprire punti tampone, a concentrarsi nel tracciamento, a programmare il rilancio della campagna vaccinale - spiega l'Azienda sanitaria -. Nel frattempo nella sola Ulss 3 sono più di 200 i sanitari a casa perché positivi (situazione che ricorda i numeri dell'ondata pesante di dicembre), e un'altra settantina non possono essere impegnati perché sospesi. La recrudescenza del Covid ha fatto salire anche i  ricoveri ospedalieri che sono raddoppiati in pochi giorni e costringe la direzioni degli ospedali a riaprire posti letto Covid e a chiedere un nuovo sforzo al personale, personale che da anni aspettava di poter avere il proprio periodo di ferie, che non si vogliono certo negare.

Questa è la situazione condivisa dall'Azienda sanitaria anche con i sindacato, ai quali è stato detto che le sta già facendo, assumendo tutti i professionisti disponibili, ricorrendo ad ogni strumento previsto oltre all'assunzione a tempo indeterminato: si tratta ad esempio di contratti liberi professionali e, ove non possibile altra alternativa, ricorrendo anche alle cooperative che offrono servizi sanitari pur di erogare l'assistenza necessaria. È peraltro sotto l'evidenza di tutti che gli strumenti oggi a disposizione del pubblico non consentano di essere competitivi, soprattutto in alcune discipline, con quanto offerto dal privato in alcuni ambiti, alternativa dalla quale sono attratti molti professionisti. La carenza di personale è un dato assodato da anni, e gravemente acuito dalla nuova ondata della pandemia, cosa che talora si tende a dimenticare, quando invece impegna enormemente operatori sanitari, costringendo tutti a riorganizzare le attività in modo da garantire comunque percorsi sicuri. L'Azienda sanitaria continua a fare ogni sforzo per garantire ai cittadini le prestazioni ambulatoriali e specialistiche, anche non urgenti. È questo l'obiettivo, da realizzare però tenendo conto della nuova emergenza in corso che si somma a difficoltà strutturali di carenza di personale, non risolvibili in breve tempo".
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