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Patologia dell’anca: la signora fuori regione che, qualche mese fa, ha scelto la struttura di Dolo, ora cammina bene

martedì 11 Febbraio 2020
“Non stavo in piedi prima dell’intervento, riuscivo a muovermi con delle stampelle ma faticosamente. Oggi cammino, posso addirittura allacciarmi le scarpe: mi sono riappropriata della mia vita dopo anni di sofferenza”. A parlare è la signora Elena che, qualche mese fa, aveva lasciato momentaneamente la sua regione per recarsi in Veneto e, precisamente nell’Ospedale di Dolo della Ulss 3, per effettuare un intervento importante che in letteratura è definito: “lesione della cuffia abduttoria dell’anca” e riguarda in sostanza la saldatura dei muscoli dei glutei. Un intervento tenuto dal Primario di Ortopedia, il Dottor Paolo Esopi con la sua équipe chirurgica – con la collaborazione anche dei radiologi e anestesisti - e a cui aveva addirittura presenziato il professor Manel Ribas dell’Università Dexeus di Barcellona (esperto mondiale di chirurgia dell’anca).
Dal 2017 ad oggi, in questo reparto sono stati eseguiti 35 interventi di questo tipo e altri ne abbiamo in programma: interventi su pazienti selezionati, che hanno permesso nel 98% dei casi un risultato importante. La maggior parte delle persone, infatti, che si sono sottoposte a questa tecnica – perfezionata proprio dal professor Ribas e studiata dal Primario Esopi - ha potuto riprendere completamente la propria funzionalità, come nel caso della signora Elena, abbandonando del tutto le stampelle che, in casi di lesione della cuffia abduttoria dell’anca, diventano necessarie per deambulare.
“La lesione del piccolo e medio gluteo, cioè la lesione della cuffia abduttoria dell'anca, - ha ricordato il Primario Esopi - è una patologia che colpisce circa il 25% della popolazione ed è praticamente analoga alla già ben nota e trattata lesione della cuffia della spalla. Tanto che se una persona viene operata per l’una patologia, c’è un altissimo rischio che debba anche essere poi operata dell’altra. Si tratta della degenerazione dei tendini e dei tessuti che tengono su l’anca permettendo alla persona di muoversi e camminare correttamente. Ma se questi tessuti, o per un trauma o perché si vanno degenerando, cominciano a cedere, ecco che partono i segnali di allarme: quali il dolore e poi la difficoltà nel camminare”.
Infatti, come si presenta questa patologia?
“Solitamente – ha spiegato l’Ortopedico - si comincia con l’avvertire un dolorino sulla parte frontale della coscia che, man mano passa il tempo, diventa sempre più fastidioso, tanto da spingere la persona che ne soffre a zoppicare. Fino a “ieri” più del 60 per cento degli ortopedici non diagnosticavano immediatamente la patologia che si stava presentando, in quanto la descrizione della malattia e il suo trattamento sono molto recenti: basti pensare che il test clinico per la sua diagnosi è stato descritto in letteratura col test di Ossendorf solo nel 2011”.
La signora Elena, che aveva scelto la nostra struttura per sottoporsi a questo intervento chirurgico, è una persona giovane, poco più che cinquantenne, ma che ha sempre sofferto di artrosi fin da giovane, tanto da costringerla negli anni anche a sottoporsi ad un intervento di protesi.
L’intervento era stato realizzato in questo modo: non sono stati toccati l’articolazione né tantomeno la protesi della signora. La paziente è stata sdraiata su un fianco, per poterle effettuare sulla coscia una micro incisione (la grandezza dipende dal tipo di lesione) e raggiungere l’osso che viene fatto sanguinare per permettere la reinserzione dei tendini che così ritrovano la loro forza e funzione.
“Queste testimonianze – ha dichiarato il Direttore Generale della Ulss 3 Giuseppe Dal Ben – ci riempiono di soddisfazione e ci confermano che stiamo operando nella direzione giusta. I nostri professionisti, ciascuno operante in un ospedale della Ulss 3, in questo caso a Dolo, si stanno sempre più specializzando in alcune tecniche in modo che ciascuno possa così offrire ai cittadini la risposta migliore e più efficace per la loro esigenza”.
 
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