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Le Farmacie alleate dell’Ulss 3 Serenissima in tempo di Covid-19: così è più facile lo screening del colon-retto

mercoledì 09 Dicembre 2020
L’offerta di prevenzione non si ferma neanche in tempo di Covid-19: anche nel corso di questo particolarissimo 2020, sono infatti 77.000 i cittadini del territorio dell’Ulss 3 che, invitati dall’Azienda sanitaria, hanno avuto l’opportunità di sottoporsi allo screening  che permette di individuare precocemente gli eventuali segnali del tumore dell’intestino.
“Quest’anno più ancora che negli anni scorsi – sottolinea Vittorio Selle, Direttore del Servizio Igiene e Sanità Pubblica – siamo impegnati a sollecitare le persone a sottoporsi a questo screening del carcinoma del colon-retto. Si tratta di un’opportunità di salute a cui sono invitate le persone, maschi e femmine, tra i 50 e i 69 anni. Richiede all’utente la consegna di un campioncino delle feci, su cui i laboratori poi effettuano la ricerca di eventuale sangue occulto; solo in caso di positività del test è necessario procedere con un’ulteriore verifica, cioè con una colonscopia, effettuata in sedazione, che è fondamentale per individuare ed eliminare eventuali adenomi, contrastando così da subito la possibilità di evoluzione verso un tumore”.  
Alla completa azione di invito svolta dall’Azienda sanitaria, si aggiunge quest’anno, per favorire la partecipazione degli invitati allo screening, la costruzione di nuove e più semplici modalità: l’utente invitato potrà ricevere gratuitamente in ben 171 farmacie del territorio il kit per il campioncino fecale, e sempre presso queste farmacie potrà ricevere tutte le informazioni sullo screening che sta effettuando, mentre le modalità di consegna del campioncino nelle sedi deputate sono già comunicate con la lettera di invito.
“All’interno di un progetto regionale che coinvolge le Farmacie dell’Ulss 3 Serenissima in modo capillare e diffuso – spiega il Direttore Generale Giuseppe Dal Ben – queste si propongono ancora di più come un presidio di salute per i cittadini: le Farmacie infatti, grazie al lavoro di specialisti seri e motivati, godono della fiducia dell’utenza, e possono fornire quindi un aiuto prezioso anche a sostegno dello screening del colon-retto. Regione del Veneto, Azienda sanitaria, Federfarma Veneto, Farmacieunite e Assofarm contribuiscono così insieme a tenere alta la guardia della prevenzione, anche in un periodo complesso come quello della pandemia da Covid-19”. L’Azienda sanitaria punta, anche con il supporto delle Farmacie, a migliorare i risultati ottenuti in passato, quando l’adesione per questo screening si è attesta sul 56% delle persone invitate, con punte del 62% nel Distretto di Mirano-Dolo.
L’elenco delle Farmacie aderenti al progetto regionale, a cui gli utenti si rivolgeranno esibendo la lettera di invito ricevuta dall’Ulss 3, è disponibile nel Sito dell’Azienda sanitaria alla Pagina “Screening oncologici”. Gli utenti che volessero aderire allo screening e non avessero ancora ricevuto la lettera, possono rivolgersi, fino al 31 dicembre, al numero verde 800185030, dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 13.00. Allo stesso numero si possono rivolgere tutti coloro che necessitano di ulteriori informazioni.
 
Che cos'è il tumore del colon-retto e a quali interventi chirurgici può condurre
Più di cinquantamila persone vengono colpite ogni anno in Italia dalla forma diffusissima di tumore, detta “del colon-retto”, che si contrasta e si previene innanzitutto con l’adesione allo screening. Con la dizione ‘del colon-retto’ si indicano i tumori che colpiscono due specifiche parti dell’intestino crasso: il ‘colon’, con la sua classica forma a U rovesciata, ed il ‘retto’, che, invece, dell’intestino è l’ultimo tratto. Sia nel 'colon' che nel 'retto' si può verificare una proliferazione incontrollata delle cellule della mucosa. E da qui deriva la maggior parte dei tumori, che sono una mutazione in senso maligno di una iniziale neoformazione benigna. L’evoluzione verso il cancro avviene solo in una ridotta percentuale di adenomi; ma va da sé che questi vanno individuati e studiati quanto prima, anche per poter intervenire con metodiche endoscopiche e mini-invasive, evitando l’intervento chirurgico.
Purtroppo, nonostante l’investimento in prevenzione fatto dal Servizio Sanitario, in Italia ogni anno 30.000 uomini e 23.000 donne vengono colpite da questa specifica neoplasia; e quella che si effettua su un paziente con tumore del colon-retto è senza dubbio un’operazione chirurgica importante: a venire asportata sarà una porzione consistente dell’intestino, insieme alla parte di mesentere annessa, così che siano asportati i vasi linfatici i linfonodi, le vene e le arterie circostanti, al fine di evitare la diffusione della neoplasia.
L’ Ospedale di Mestre, con la sua Chirurgia Generale, è uno dei centri più importanti del Veneto, con circa 160 interventi effettuati ogni anno, di cui 130 su tumori maligni. Ma la prima battaglia contro il tumore del colon-retto va combattuta prima, fuori della sala operatoria, prevenendolo, sottoponendosi ai programmi di screening. A tutti conviene non dover arrivare da chirurgo, o comunque arrivarci presto, con una diagnosi precoce che rende poi più efficace l’intervento operatorio.
Dal punto di vista della diagnosi bisogna osservare che non sempre il tumore del colon-retto fornisce un quadro sintomatico chiaro, soprattutto nei suoi stadi iniziali. Stanchezza, anemia, inappetenza, perdita di peso devono metterci in allarme, soprattutto se associati ad una innaturale sregolatezza dell’intestino. Proprio per questa ragione è ancor più importante la corretta adesione ai programmi di screening che, nonostante la loro efficacia, non sono ancora sufficientemente adottati. La possibilità di sopravvivenza è direttamente proporzionale alla rapidità ed alla precocità della diagnosi.
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