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La Terapia Intensiva sempre aperta a tutti pazienti secondo la valutazione clinica, con posti letto liberi sempre a disposizione

giovedì 14 Gennaio 2021
Quanto al ricovero in Terapia Intensiva, nessuna scelta tra un paziente e l'altro è mai stata necessaria, né all'Ospedale dell'Angelo, né negli altri Ospedali dell'Ulss 3 Serenissima, poiché in nessun momento le strutture dell'Azienda sanitaria veneziana si sono trovate senza una congrua disponibilità di posti letto per i pazienti più critici.
La Direzione sanitaria dell’Ulss 3 sottolinea che è quindi falso quanto affermato, sotto la consueta forma dell'anonimato, da un presunto "medico dell’area Covid dello stesso Ospedale di Mestre”, in un articolo pubblicato oggi dalla Nuova Venezia. Falsa è in particolare l’affermazione secondo cui “è difficile che i posti di Terapia intensiva possano essere ‘riempiti’ con pazienti di 90 anni, perché questo significherebbe non avere più disponibilità per l'eventuale ricovero di un 30enne, dopo un incidente stradale. Sono valutazioni che abbiamo sempre fatto, ora a maggior ragione (…). Perché mancano i letti, perché le chance si sopravvivenza si riducono con l'aumentare dell'età e del numero di patologie e perché il sistema sanitario deve ancora vivere di sostenibilità”.

La Direzione sanitaria dell’Ulss 3 Serenissima smentisce che mai siano state fatte e che mai siano state necessarie valutazioni diverse da quelle prettamente cliniche, e valuta la gravità delle affermazioni pubblicate nell’articolo, non verificate e in parte anonime, per ogni azione legale al riguardo.
Nel contempo la Direzione sanitaria ribadisce che la dotazione di posti letto di Terapia Intensiva degli Ospedali dell’Ulss 3 Serenissima è stata via via aumentata anche a fronte della seconda ondata dell’emergenza Covid-19. I posti letto per i pazienti più critici sono saliti dai 54 originari ai 96 attuali. La dotazione è sempre stata ben lontana dalla saturazione, tanto che proprio nei giorni scorsi i media locali evidenziavano come fossero liberi 25 posti letto; e resta comunque per l’Azienda sanitaria, che potenzia via via la dotazione proprio per non correre il rischio di saturazione, la possibilità di ulteriori incrementi, già autorizzati, fino a 114 posti letto. Se necessario l’Azienda sanitaria d’intesa con la Regione potrà mettere a disposizione anche ulteriori postazioni attrezzate.
E’ strumentale e grave, quindi, sostenere e diffondere l’idea di una criticità che non esiste, e di una necessità di scelta tra paziente e paziente che è priva di ogni fondamento, anche di quello dell’urgenza.

Nello stesso articolo, si attribuiscono al dottor Andrea Zancanaro, medico dell’Ospedale dell’Angelo, una serie di valutazioni e di giudizi, smentiti dall’interessato, sui protocolli di protezione messi in atto nell’Ospedale.
Il dottor Zancanaro ha già scritto alla redazione della Nuova Venezia: “Stupore mi ha destato il titolo comparso oggi sulla Nuova, in seguito alla mia intervista telefonica di ieri. Ricordo di aver segnalato che non si potrà mai escludere la probabilità di contagio intraospedaliero nonostante si sia dotati di dispositivi di protezione individuali, di aver lodato lo sforzo e l’efficienza dei sanitari, di aver manifestato timore dell’impatto devastante che tal pandemia sta portando all’assistenza sanitaria, ma senza lanciare accuse (come invece appare nel titolo), né tantomeno pronunciato giudizi negativi sui protocolli. Dispiace per il messaggio negativo che arriva al lettore, che non rende giustizia all’organizzazione dove lavoro, mentre il senso delle mie dichiarazioni era quello di mantenere altissimo il livello di attenzione. Vi prego cortesemente di pubblicare questa mia”.
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