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L’Ospedale Civile di Venezia non manda a casa forzatamente nessuno dopo le dimissioni

lunedì 25 Gennaio 2021
L'Ospedale Civile di Venezia non ha mai mandato a casa nessuno forzatamente dopo le dimissioni. Esiste già uno spazio dedicato dove anche chi è stato dimesso può trattenersi durante la notte (nella foto). Esiste già la possibilità di usufruire, anche dopo la dimissione, del trasporto a domicilio in ambulanza, che è gratuito per chi non è in condizioni di deambulare. Esiste già la possibilità di usufruire dei servizi della Foresteria del Civile, che offre camere singole e doppie non solo per i familiari dei pazienti ricoverati e per chi ha bisogno di soggiornare presso il Civile perché attende una visita o un intervento, ma anche per chi dopo essere stato dimesso preferisce non allontanarsi ancora dall'ospedale. Esiste già un volantino a disposizione dell'utenza con i recapiti dei taxi (nella foto).
Ed esiste già la prassi secondo cui chi non ha urgenza di rientrare a domicilio, e attende nuove visite nella mattinata, resta in carico al Pronto soccorso, secondo i protocolli, in regime di osservazione. Opzione, anche questa, perseguibile dalla signora Fabiana Carone, intenzionata invece a rientrare a casa autonomamente dai suoi cari.
Chiedere a seguito della sua morte l'attivazione di queste procedure, che già sono operative, significa non conoscere l'ospedale Civile di Venezia e il suo Pronto soccorso e parlare solo sull'onda di un fatto luttuoso. E significa non considerare che la paziente di cui si è registrato il decesso si è allontanata di notte perché, essendo in grado di farlo, ha voluto tornare al proprio domicilio per raggiungere i propri familiari. Lo ha fatto volontariamente, non per mancanza di opportunità alternative. Tutte queste opzioni sono state attivate da tempo nel quadro della vasta riorganizzazione del Pronto soccorso e di tutto l'ospedale, messa in atto in questi anni al servizio quotidiano dei pazienti.
Si ricorda infine che, dopo la dimissione, alla signora è stata poi offerta la possibilità del rientro in ambulanza (il trasporto è gratuito per chi non è in condizioni di deambulare e a pagamento per chi, come la signora in quel caso, non abbia questo requisito). La signora invece ha lasciato il Pronto soccorso affermando che si sarebbe rivolta ad un taxi, aggiungendo di essere in possesso dei numeri di cellulare dei trasportatori.
La Direzione dell'Ospedale Civile di Venezia
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