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Il punto sul Covid: i focolai spenti, l’età che cala, gli asintomatici che aumentano e il nuovo piano per affrontare l’autunno

venerdì 14 Agosto 2020
L’età dei positivi che cala, i 9 focolai che si sono spenti, le figure dell’infermiere di famiglia e del geriatra territoriale che si affacciano sul territorio. Sono solo alcuni dei temi affrontati dal Direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima Giuseppe dal Ben durante il punto stampa avvenuto questa mattina nella sede dell’Azienda sanitaria di via don Tosatto. Ha fatto una sintesi di passato e presente dell’epidemia. E di quanto l’Ulss 3 ha in programma di attuare questo autunno, per affrontare una possibile risalita del virus.
“La situazione è sotto controllo dal punto di vista sanitario - ha sostenuto -, ma il Covid continua a circolare. E quando entra in strutture fragili, come è successo recentemente, può far danni. Ognuno di noi ha il compito di circoscriverne la diffusione evitando gli assembramenti, usando i dispositivi di protezione, igienizzando le mani e diffondendo una cultura di attenzione nel territorio: non bisogna solo pensare a proteggere se stessi, ma anche chi ci è vicino. Facciamo attenzione ai nostri comportamenti quotidiani, tenendo lontano il virus dalle persone fragili, dagli anziani e dai giovani con pluripatologie”.
Il virus, ha ricordato il dg, ha avuto una presenza importante nel mese di aprile, con un'attenuazione che ha rasentato lo zero a metà giugno. Dopo la prima settimana di luglio si è ripartiti con una fase di convivenza con il virus.
Per quanto riguarda il territorio di competenza dell’Ulss 3 Serenissima, dal 21 febbraio i positivi sono stati 2.100. Adesso sono 146. I deceduti totali sono 260, i guariti 1694. Oggi i ricoverati sono 9. 8 si trovano a Dolo e uno a Chioggia. Sono tutti ricoverati in area non critica. La terapia intensiva, che ha avuto il picco di presenze a metà aprile, non accoglie più casi Covid dal 31 maggio. “Avere solo 9 ricoverati su 146 positivi ci fa ritenere di avere la situazione assolutamente sotto controllo - dice Dal Ben -, anche perché dopo il numero di positivi e il numero di ricoverati, il terzo indicatore che ci fa comprendere l’andamento dell’epidemia è proprio il numero di presenze in terapia intensiva, che continua ad essere pari a zero”.
I nuovi positivi contano 113 italiani e 33 stranieri. 32 di loro sono collegati a casi importati dall’estero o da altre Ulss. I contatti in sorveglianza attiva che ci ruotano attorno sono invece 464. In tutto l’Azienda Sanitaria presenta oggi 2,3 casi di positività ogni 10 mila abitanti (il 2 luglio erano 0,1).
L’età dei positivi però diminuisce, dai 60 ai 40 anni. E aumenta la percentuale di asintomatici: il 72% non presenta sintomi, il 22% ha sintomi lievissimi (severi solo l’1%).
A pesare sul numero dei positivi sono soprattutto i focolai. Dal 22 luglio, data di risalita del virus, nell’Ulss 3 se ne contano 27. 9 di questi sono stati spenti definitivamente. Dei 27, 15 sono autoctoni e 12 originati fuori Ulss, di cui 6 importati dall’estero. Ai sei focolai d’importazione si aggiungono 8 casi singoli di positività al Coronavirus arrivati sempre dall’estero. I Paesi sono Moldavia, Croazia, Grecia e Spagna.
Dopo aver lanciato la campagna che offre il tampone gratuito e senza appuntamento alle badanti, al Dipartimento di prevenzione di piazzale Giustiniani, a Mestre, se ne sono presentate 134, di cui 88 rientrate dall’estero. “Invito tutte le famiglie a spingere queste assistenti a venire a fare il tampone - ha esortato il direttore generale dell’Ulss -. Abbiamo anche avviato contatti con la comunità bengalese, romena e moldava per la diffusione capillare di video e messaggi che chiedono di rivolgersi ai nostri servizi in caso di dubbi e presenza di sintomi”.
“Ora ci prepariamo all’autunno, pronti ad affrontarlo anche nel caso del suo peggior sviluppo dal punto di vista epidemiologico - continua -. Il nuovo Piano emergenziale di sanità pubblica presentato dal presidente Zaia organizza bene il lavoro a venire”. Per quanto riguarda l’Ulss 3 il piano prevede di attivare, in base all’evolversi della situazione, 92 posti letto in terapia intensiva, 83 in pneumologia e 155 in malattie infettive. Per quanto riguarda i pronto soccorso, si prevedono aree pre-triage distinte (come già avviene all’ospedale dell’Angelo), aree di attesa e ambulatori dedicati, percorsi specifici sempre per pazienti Covid, mezzi di soccorso e barellati.
Tra le tante novità, per quanto riguarda l’assistenza nasceranno anche le figure del geriatra territoriale e dell’infermiere di famiglia, che farà da ponte tra il medico di base e il nucleo familiare.
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