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Il Covid-19 non frena il Punto Nascite dell'Ospedale dell'Angelo. Indicatori tutti positivi, anche quest'anno verso "quota 2000"

lunedì 16 Novembre 2020
Neanche il Covid-19 ha rallentato il lavoro del Punto Nascite dell'Ospedale dell'Angelo, che punta anche quest’anno alla “quota 2000”: "I numeri confermano – sottolinea il Primario di Ostetricia, il dottor Tiziano Maggino – il trend positivo degli ultimi anni. In controtendenza rispetto a quanto avviene nel Paese, dove il calo della natalità, anche significativo, è un dato costante, le nascite a Mestre continuano a far registrare numeri positivi”. All'Ospedale dell'Angelo sono nati più di duemila bambini nel 2018, poco meno di duemila nel 2019, e anche quest'anno il Punto Nascite di arrivare ad un totale di circa duemila nati.
Le donne quindi continuano a partorire all'Ospedale di Mestre in gran numero, scegliendolo come riferimento sicuro e accogliente, e lo hanno fatto anche nel corso di questo 2020, decisamente segnato dall'epidemia Covid-19. "Pur in un momento difficile per le strutture ospedaliere, sottoposte a molte limitazioni – dice il Primario – il Punto Nascita ha mantenuto fede agli impegni assunti. Le mamme hanno trovano nel Reparto di Ostetricia e Ginecologia la consueta disponibilità, e nell'ambito specifico dell'accompagnamento e della gestione del percorso verso il parto, anche attraverso nuove modalità, il riferimento è stato pieno. Le donne in attesa che hanno avuto necessità di visite e di assistenza non hanno trovato alcuna restrizione di accesso. E anzi, ci siamo impegnati, e non solo all'Ospedale di Mestre, a dialogare con le mamme che si preparavano e si preparano al parto anche utilizzando le nuove metodologie". Il Dipartimento ha infatti prodotto video-tutorial sul tema della nascita e gli specialisti, in sinergia con quelli dei Consultori sul territorio, si sono impegnati a svolgere in videoconferenza i corsi di preparazione; si è utilizzata infine la telemedicina per ogni consulto e ogni visita che permettesse l'uso delle nuove tecnologie.
"Anche da parte delle gestanti che si sono trovate a vivere la gravidanza in un momento sicuramente più complicato – spiega il dottor Maggino – non riceviamo segnali di disorientamento: non abbiamo quindi registrato nessun calo nella richiesta di assistenza, né nell’adesione ai programmi di avvicinamento al parto". Le gestanti, sottolinea il Primario, hanno saputo comprendere anche il senso delle limitazioni imposte: "Abbiamo messo in atto le misure necessarie per limitare l'accesso delle persone la cui presenza in Ospedale non era e non è necessaria. Questi protocolli sono stati introdotti a protezione delle mamme e dei nascituri. E sono certo che, pur sentendo la difficoltà di queste limitazioni, i neogenitori hanno compreso che tutto è stato fatto per i loro bene".
Sono lievementi aumentati, limitatamente al periodo del lockdown, i parti cesarei: "Nel periodo più intenso dell'epidemia, ha influito in alcuni casi il desiderio di avere tempi certi e ridurre la permanenza in Ospedale, dove non le è stato possibile soggiornare con la stessa tranquillità che normalmente una mamma vive nel nostro Reparto, magari assistita dai familiari. Ma nei mesi successivi a quelli più intensi della pandemia siamo già rientrati ai livelli consueti anche quanto al parto cesareo". Segnali positivi giungono sul fronte clinico, dove l'offerta sanitaria del Reparto e la consapevolezza dimostrata dalle gestanti hanno portato a risultati significativi: "Non abbiamo registrato – spiega il dottor Maggino – alcun segnale di aumento di patologie collegate al percorso di gravidanza; allo stesso modo, non abbiamo avuto rilevato variazioni quanto alle complicazioni del parto, né sono aumentati gli interventi ostetrici. Non si registra, infine, alcun aumento dei parti con esito negativo".
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