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"Fassina" di Noale, l'Ulss 3: E' una struttura pubblica e resta tale. Sconcertante che ci sia chi parla di privatizzazione 

giovedì 26 Novembre 2020
Il "Fassina" di Noale è una struttura pubblica, la cui gestione resta tale. La struttura ospedaliera e la sua gestione restano pubbliche, e quindi in capo all'Azienda sanitaria, anche nel caso in cui, dopo opportuna valutazione, l'Ulss 3 Serenissima opti per la semplice esternalizzazione di un solo servizio, quello dell'assistenza infermieristica.

L'Azienda sanitaria sta completando la ristrutturazione del Padiglione, che viene preparato per l'accoglienza di pazienti Covid-19 a bassa intensità. Nel frattempo valuta due diversi percorsi quanto all'assistenza infermieristica per i pazienti, considerando le due possibili opzioni, quella della gestione diretta e quella dell'esternalizzazione del servizio. 
Ed è per acquisire ogni elemento riguardo all'ipotesi "esterna" che l'Ulss 3 ha pubblicato un avviso per la manifestazione di interesse, volto a sondare soggetti esterni all'Azienda, disponibili a fornire il personale infermieristico necessario. La pubblicazione dell'avviso per la raccolta delle manifestazioni di interesse è avvenuta secondo le consuete e corrette modalità: il bando è aperto a tutti i soggetti del territorio, a partire da una base economica ipotetica, ed è pubblicato sulla piattaforma di e-procurement SINTEL-NECA, utilizzato per ogni avviso pubblico di questo ambito dall'Azienda Ulss 3 e dalle altre Aziende sanitarie venete. 
A partire da questa preliminare raccolta di manifestazioni di interesse, l'Ulss 3 Serenissima procederà ad ogni decisione quanto alla gestione infermieristica della struttura, sempre che il suo utilizzo venga valutato necessario nelle strategie di gestione dei pazienti Covid-19, e nella misura e con la gradualità dettate dall'evolvere del quadro epidemico. La gestione delle aree ristrutturate avverrà comunque nel rispetto di ogni procedura: se la soluzione individuata porterà all'esternalizzazione del servizio infermieristico, e solo di questo, essa avverrà secondo le norme vigenti, attraverso pubblica gara.

Drammaticamente pretestuose risultano quindi le affermazioni di chi, commentando l'iter intrapreso dall'Azienda sanitaria, parla di volontà di privatizzazione della sanità veneta. Ed è scandaloso che, a fronte dello sforzo messo in campo da mesi dal servizio sanitario veneto, ci si permetta di insinuare un riferimento o un collegamento al "modello Lombardia", e che per questa mistificazione si inseguano ipotesi infondate e speculazioni riguardo a protocolli e procedure telematiche - e in particolare la piattaforma SINTEL-NECA - leciti, consueti e perfettamente funzionali per l'operato del servizio sanitario veneto. Il quale, con trasparenza e rapidità, continua ad operare secondo il proprio modello virtuoso, al servizio del cittadino, con l'urgenza che è indotta dalla epidemia in corso. 
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