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Disagio psicologico da emergenza Covid-19: l’Ulss 3 guarda già al lungo periodo con un percorso di presa in carico continuativa

sabato 11 Aprile 2020
Disagio psicologico da emergenza Coronavirus: l’Ulss 3 ha preparato e attivato il proprio intervento modulato sul lungo periodo: “Da oggi i nostri specialisti della Salute Mentale – spiega il Direttore Generale Giuseppe Dal Ben – sono attivi ad ampio spettro per assistere le persone che questo periodo complesso ha reso fragili: non solo i malati e i familiari dei malati, non solo gli operatori sanitari in prima linea, ma anche tutte quelle persone che dall’emergenza hanno subìto, o subiranno, conseguenze peggiorative per l’equilibrio psicofisico. L’emergenza Coronavirus avrà ricadute pesanti sul piano sociale ed economico, oltre che su quello sanitario: i nostri specialisti hanno strutturato così un servizio che si aggiunge alla consulenza telefonica e all’immediato sostegno da subito avviati. E ora offrono un progetto di accompagnamento e di presa in carico, in via continuativa, di tutti coloro che hanno vissuto come un trauma questa fase di crisi, e di tutti coloro che ne porteranno le conseguenze da qui in poi”.

“Abbiamo posto come base di partenza del progetto – spiega il Primario di Salute Mentale, il dottor Moreno De Rossi – la letteratura scientifica che studia altre emergenze paragonabili a quella che stiamo vivendo, e in particolare le epidemie di Sars in Cina e Canada nel 2002-2003, e quella di Ebola che ha colpito alcuni Paesi dell’Africa tra il 2014 e il 2016. Gli studi documentano come, nelle aree colpite, è aumentata la morbilità psichiatrica nella popolazione generale, oltre che nei soggetti direttamente contagiati e nelle persone sottoposte a misure di contenimento”.

Una popolazione particolarmente a rischio è rappresentata dal personale sanitario direttamente coinvolto nella gestione dell’emergenza. Ma non va dimenticata la probabile ricaduta, sulla salute psichica della popolazione in generale, dell’impatto economico che verosimilmente produrrà questa crisi sanitaria: “Conosciamo da consolidata letteratura – sottolinea il Primario – la stretta correlazione che lega recessione economica e la salute mentale nella popolazione generale, ed è ancora di recente memoria il dramma dei suicidi per ragioni economiche tra imprenditori e lavoratori. E' quindi ragionevole, purtroppo, attendersi anche nelle prossime settimane e nei prossimi mesi un diffuso aumento delle richieste ai servizi di salute mentale e un tendenziale aumento della morbilità psichiatrica nella popolazione generale nei prossimi mesi nel medio lungo periodo. Quanto alla clinica, i quadri maggiormente rappresentati nelle situazioni di emergenza sono riconducibili a disturbi dell'adattamento, disturbi d’ansia, disturbi depressivi, disturbo acuto da stress e disturbo post traumatico da stress. Una attenzione particolare andrà portata alle conseguenze sulla psiche dei cosiddetti ‘lutti complicati’: ci aspettiamo nei prossimi mesi le conseguenze della particolare contingenza restrittiva che ha portato alla sospensione dei normali rituali di congedo e alla sospensione dei funerali con l’impossibilità di dare un adeguato ultimo saluto al proprio caro”.

Altrettanta attenzione, sottolinea l’équipe del dottor De Rossi, dovrà essere riservata ai disturbi da stress post-traumatico che normalmente insorgono dopo i sei mesi dall'evento piuttosto frequenti in caso di emergenze collettive accompagnate da conseguenze socioeconomiche e famigliari di lungo termine. “Ci siamo preparati a seguire con particolare attenzione, a fronte di questo rischio di disagio aumentato, quei soggetti che già manifestavano precedenti difficoltà psicologiche. Come si risponde? Sul piano gestionale organizzativo – sottolinea il dottor De Rossi – i servizi di Salute Mentale devono sviluppare azioni proattive e di forte interconnessione con il territorio (medici di base, enti locali etc.), con cui costruire canali aperti e costanti. E mentre ad epidemia in corso viene offerto un intervento di assistenza telefonica con consulenza, valutazione e monitoraggio del quadro, appena saranno allentate le restrizioni alla mobilità oggi vigenti, o anche subito in caso di necessità, viene proposto presso i Centri di Salute mentale un percorso dedicato con valutazione medico/psichiatrica preliminare e con l'intervento di gruppi terapeutici”.

Il modello di intervento si rifà all’articolazione clinico-organizzativa delineata per i Dipartimenti di Salute Mentale: in base ai bisogni che si profilano verrà attivato un intervento in regime di consulenza, oppure un’assunzione in cura o una presa in carico.
Coopera al progetto tutto il personale del Dipartimento di Salute Mentale – psichiatri, psicologi, tecnici della Riabilitazione Psichiatrica (Terp)/Educatori, infermieri/operatori sociosanitari e IPS, oltre ovviamente al personale della segreteria. Si accede al progetto tramite invio da parte del Medico di Famiglia, attraverso specifici sportelli telefonici (aziendale, ordini professionali, enti privati, religiosi), ma anche attraverso il Pronto Soccorso, gli Ospedali e le Unità Covid, il Dipartimento di Prevenzione. Si accede al servizi anche direttamente, scrivendo a dsm@aulss3.veneto.it, oppure telefonando per Venezia e Lido allo 0415294811, per Mestre e Terraferma veneziana allo 0412608281, per Chioggia, Cavarzere, Cona allo 0415572140, e infine per l'area di Dolo e Mirano allo 0415133418.
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