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Dal Ben: "Benvenuto vaccino, ma in questi giorni non deve calare l'attenzione e la responsabilità"

domenica 27 Dicembre 2020
L'appuntamento cruciale con la prima vaccinazione anti-Covid si è svolto anche nell'Ulss 3 Serenissima oggi, domenica 27 dicembre: "Si apre una fase nuova - spiega il Direttore Generale Giuseppe Dal Ben - della lunga sfida del contrasto al virus. Abbiamo un'arma nuova, che oggi viene usata per la prima volta, e che potremo via via utilizzare su tutta la popolazione, a partire dai soggetti più fragili. Lo faremo con un nuovo gigantesco sforzo da parte del servizio sanitario, che è pronto anche ad affrontare questa vasta campagna per la salute dei cittadini. Ai quali, però, contemporaneamente rinnoviamo l'appello al rispetto delle regole, perché il Covid-19 continua a diffondersi e lo fa attraverso i nostri comportamenti: fino a quando il vaccino non sarà arrivato a tutti, non si cancella il pericolo, e non si cancellano le sofferenze di chi si ammala in questi giorni, e non si allevia la pressione sugli ospedali, dove i nostri operatori, anche in questi giorni di festa, sono impegnati fino all'ultima briciola di energia disponibile".
 
Oggi, "Vaccine Day" mondiale, l'Ulss 3 Serenissima ha vaccinato, con le 110 dosi ricevute, 110 persone, tutti operatori sanitari: medici, infermieri e operatori socio-sanitari degli Ospedali e del territorio; ma anche Medici e Pediatri di Famiglia, medici coordinatori della Case di Riposo, delle Usca, della Continuità assistenziale. 
Le sedi vaccinali - operative in contemporanea con tutte le altre del Veneto dalle ore 12.00 – sono state le seguenti:
- Ospedale di Mestre (dove saranno vaccinati 35 operatori)
- Ospedale di Venezia (dove saranno vaccinati 15 operatori)
- Ospedale di Dolo (dove saranno vaccinati 45 operatori)
- Ospedale di Chioggia (dove saranno vaccinati 15 operatori)
 Le dosi destinate alle varie sedi sono state consegnate direttamente, secondo l'organizzazione messa in campo dalla Ministero e dalla Regione Veneto.
L'Ulss 3 si è fatta carico dell'ultimo tratto del trasporto del materiale vaccinale verso l'Ospedale Civile di Venezia, che è stato affidato, a conferma della specialità del territorio veneziano, ai mezzi e agli uomini del Suem118, debitamente assistiti dalle Forze dell'Ordine.
 
Quattro Primari, uno per Ospedale, sono stati i primi operatori a ricevere il vaccino:
- a Mestre il Primario di Medicina Fabio Presotto, alla guida nell'area Covid-19 dell'Ospedale dell'Angelo
- a Venezia e a Dolo i Primari del Pronto Soccorso, il dottor Michele Alzetta (Ospedale Civile) e il dottor Andrea Pellegrini (Ospedale di Dolo)
- a Chioggia il Primario della Rianimazione, il dottor Massimo Tedesco 
“Questo è un gesto di responsabilità e sono consapevole – ha sottolineato il dottor Presotto – di essere partecipe di un momento che definirei storico. Nel passato i vaccini hanno cambiato la storia naturale di molte malattie. Confido che anche questo vaccino possa cambiare la storia naturale di questa pandemia, come risulta dai primi studi scientifici a nostra disposizione. L’obiettivo ora è quello di proteggere tutti gli operatori sanitari che lavorano sul campo nei reparti Covid con la professionalità e l’impegno di sempre”.
 “Essere tra i primi è un privilegio e una responsabilità. La comunità scientifica – spiega il dottor Alzetta – internazionale ha fatto uno sforzo inimmaginabile, che sarebbe stato impossibile con la tecnologia anche solo di pochi anni fa, e ci ha dato lo strumento per sconfiggere l'epidemia. È importante usare appieno questo strumento ed eliminare ogni spazio a teorie pseudo scientifiche che vorrebbero gettare l'ombra del sospetto sui vaccini in generale e su questo in particolare. Vaccinarsi è un atto di responsabilità non solo e non tanto nei confronti della propria salute, ma nei confronti della salute dei colleghi, dei pazienti, e di tutte le persone a maggior rischio con cui veniamo in contatto”.
“Il Pronto Soccorso di Dolo – sottolinea il dottor Pellegrini – fin dall’inizio è stato in prima linea nell’affrontare la pandemia. Il mio pensiero va in primis a tutta la squadra, che ha dato prova di un grande spirito di sacrificio, vivendolo spesso sulla propria pelle. Ora, dopo quasi un anno passato a difenderci sotto la pressione del virus, finalmente cominciamo a contrattaccare, grazie a un impegno e ad uno sforzo che hanno unito tutta la comunità scientifica internazionale e che ci dà una nuova speranza. Sono grato per questa opportunità, spero che al più presto venga estesa a quante più persone possibile, in primis a quelle più esposte, per fragilità o per attività lavorativa, e che coloro a cui sarà proposta la vaccinazione sappiano cogliere questa preziosa chance di evitarci una nuova ondata di contagi”.
"La vaccinaziona – ha detto il dottor Tedesco – è un momento importante perché con l'immunità di gregge ci permetterà di uscire dalla pandemia. In questo momento il ruolo di noi sanitari e di dare l'esempio per superare la diffidenza e dare fiducia alla gente verso un tipo di terapia poco conosciuta ma rivoluzionaria. Da un punto di vista personale la vaccinazione mi dà la sicurezza di lavorare tranquillo senza condizionamenti e in serenità per me stesso e anche per chi vive e lavora vicino a me".
 
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