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Anche la Ortopedia ha riaperto le sue porte all’Ospedale di Dolo: continua il graduale ritorno alla normalità

mercoledì 03 Giugno 2020
Sabato scorso, 30 maggio, l’Ortopedia dell’Ospedale di Dolo ha riaperto le sue porte ed ha ricominciato ad accogliere i primi utenti. Il reparto ortopedico ha in programma di eseguire, già nei primi giorni di giugno, cinque interventi “in elezione” – cioè operazioni chirurgiche programmate, riguardanti anca, protesi, ecc. – a cui si aggiungeranno glli interventi che saranno necessari per i casi di frattura in urgenza. “Quando l’Ospedale di Dolo è stato individuato come Centro Covid per la nostra Ulss 3 – ha detto il Primario di Ortopedia, il dottor Paolo Esopi – alcuni reparti, come quello ortopedico, hanno continuato la propria attività in altre sedi ospedaliere della Serenissima in sinergia con altri colleghi: nel nostro caso, il lavoro è stato svolto presso l’Ospedale di Mirano dove, in due mesi, abbiamo eseguito circa 600 visite, comprese anche le urgenze, e ben 130 interventi, soprattutto fratture e altre operazioni urgenti e indifferibili. Insomma, non ci siamo fermati, anzi, abbiamo cercato come tutti, in quel momento difficile di emergenza, di fare la nostra parte per continuare a garantire un servizio efficace ai cittadini”.
Si ricorda che la Ortopedia di Dolo punta molto sulla chirurgia conservativa dell’anca per cui ha adottato, dove è possibile, una tecnica perfezionata dal professor Manel Ribas dell’Università Dexeus di Barcellona, esperto mondiale di chirurgia dell’anca. L’intervento di cui si parla convenzionalmente viene definito in letteratura “lesione della cuffia abduttoria dell’anca” e riguarda, in sostanza, la saldatura dei muscoli dei glutei.
Dal 2017 ad oggi, in questo Reparto sono stati eseguiti circa una trentina di questi interventi, su pazienti selezionati, che hanno permesso nel 98% dei casi un risultato importante. La maggior parte delle persone, infatti, che si sono sottoposte a questa tecnica ha potuto riprendere completamente la propria funzionalità, abbandonando del tutto le stampelle che, in casi di lesione della cuffia abduttoria dell’anca, diventano necessarie per deambulare.
“La lesione del piccolo e medio gluteo, cioè la lesione della cuffia abduttoria dell'anca - ha spiegato il Primario Esopi - è una patologia che colpisce circa il 25% della popolazione ed è praticamente analoga alla già ben nota e trattata lesione della cuffia della spalla. Tanto che se una persona viene operata per l’una patologia, c’è un altissimo rischio che debba anche essere poi operata dell’altra. Si tratta della degenerazione dei tendini e dei tessuti che tengono su l’anca permettendo alla persona di muoversi e camminare correttamente. Ma se questi tessuti, o per un trauma o perché si vanno degenerando, cominciano a cedere, ecco che partono i segnali di allarme: quali il dolore e poi la difficoltà nel camminare”.
Il reparto dolese esegue quasi oltre 2000 interventi all’anno, tra traumatologia e ortopedia “in elezione”. “Le fratture di femore – sottolinea il Primario Esopi – riguardano soprattutto una fascia di popolazione anziana a cui viene data massima attenzione, intervenendo: nel 2019 ne sono state trattate 348, di cui l'80,2% eseguite entro le 48 ore, con un risultato di assoluta eccellenza, viste le oltre 300 fratture del femore prossimale dell'anziano, tra i reparti ortopedici del Veneto”.
(FOTO DI ARCHIVIO)
 
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