I cookie ci aiutano a migliorare la vostra esperienza di navigazione. Continuando ad utilizzare il sito internet fornite il vostro consenso al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy. Accetto Info
> > Vaccinarsi è importante: l'influenza è una vera e propria epidemia, e per molti soggetti il contagio è pericoloso

Vaccinarsi è importante: l'influenza è una vera e propria epidemia, e per molti soggetti il contagio è pericoloso

martedì 26 Novembre 2019
Nell'Ulss 3 Serenissima è in corso la campagna vaccinale, partita nei primi giorni di novembre: lo sforzo per la vaccinazione antinfluenzale è ingente, e l'Azienda sanitraria si attende ed auspica che a questo sforzo corrisponda la partecipazione consapevole della popolazione. 
ll Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 3 Serenissima ha avviato la campagna consegnando ai Medici di Medicina Generale: “La via maestra per la vaccinazione – spiega il dottor Vittorio Selle, Direttore del Servizio Igiene e Sanità Pubblica – è quella del Medico di Famiglia, in particolare per le persona che, rientrando nelle fasce garantite, si vaccinano gratuitamente. Oltre che presso gli ambulatori dei medici di famiglia, i cittadini possono vaccinarsi presso le strutture deputate della nostra Ulss 3 Serenissima (info: https://www.aulss3.veneto.it/index.cfm?action=mys.news&news_id=736).

I rischi dell’influenza e i vaccini 2019

Nella campagna antinfluenzale in corso viene distribuito un vaccino tetravalente - la cui composizione, indicata in primavera dall'Organizzazione Mondiale della Sanità in base alla tipologia di virus influenzali circolati nella stagione influenzale precedente, è data da due virus A: A H1N1 Brisbane, A H3N2 Kansas, e due virus di tipo B: Colorado, B Phuket - e il vaccino antinfluenzale adiuvato indicato, sempre secondo le direttive dell'OMS, per i soggetti sopra i 75 anni.  
“La vaccinazione – dice il dottor Selle – è un gesto di condivisione, perché vaccinandoci proteggiamo noi stessi, e allo stesso tempo, tutti insieme, creiamo una barriera verso la malattia. Il vaccino è proposto in particolare alle persone deboli, anziane e a rischio, a cui il Servizio sanitario pubblico offre gratuitamente il vaccino. A queste persone si chiede di rispondere positivamente, per dare ancora più forza alla campagna di salute messa in campo sul territorio contro l’influenza, a tutela del singolo e della collettività”.
L’influenza infatti è una vera e propria epidemia, che si ripete ogni anno, mettendo sotto pressione il nostro sistema sanitario. L’influenza provoca molte persone ammalate, molti accessi ai Pronto Soccorso, molti ricoveri; ma poi ogni anno sono ricollegabili alla pandemia influenzale circa 8 mila decessi: il 10% circa di questi decessi è dovuto alla polmonite da influenza; gli altri decessi sono indotti dall’influenza, che aggrava e complica patologie già esistenti, quali il diabete e le cardiopatie. L’influenza quindi produce i suoi effetti più gravi nell’organismo di persone già deboli, e in particolar modo nell’organismo degli anziani: l’80% dei decessi collegabili all’influenza si registra in soggetti oltre i 65 anni di età.

Chi è invitato a vaccinarsi

L’influenza infatti è una vera e propria epidemia , e questo è il motivo dello sforzo di prevenzione che le Aziende sanitarie compiono insieme ai medici di famiglia: presso questi ultimi viene concentrata la distribuzione dei vaccini e l'attività vaccinale, mentre una parte minore dell'attività si sta svolgendo negli ambulatori vaccinali dell’Ulss 3; a questi ambulatori è affidato poi la vaccinazioni del personale medico e sanitario, e di quei soggetti che svolgono un ruolo pubblico, dei bambini e alle altre categorie di soggetti a rischio.
Secondo le indicazioni della Circolare Ministeriale per la Campagna Antinfluenzale 2019-2020, la vaccinazione è raccomandata a tutti i soggetti a partire dai 6 mesi di età che non hanno controindicazioni al vaccino, ed è offerta attivamente e gratuitamente ai soggetti che per le loro condizioni personali corrono un maggior rischio di complicanze:

1. soggetti di età pari o superiore a 65 anni

2. bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti fino a 65 anni affetti da malattie che aumentano il rischio di complicanze da influenza

3. bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale

4. donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino in stato di gravidanza

5. individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti

6. medici e personale sanitario di assistenza

7. familiari e contatti di soggetti ad alto rischio di complicanze

8. soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori

9. Personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani

10. Donatori di sangue


I soggetti a rischio per patologie

L'influenza? Non è uno scherzo, e per qualcuno in particolare può essere molto pericolosa. "Ci sono soggetti – spiega il Direttore del Dipartimento di Prevenzione, Luca Sbrogiò – che per via delle loro condizioni personali e patologiche corrono maggiori rischi di complicanze nel caso contraggano la malattia. E non a caso a queste persone malate la vaccinazione antinfluenzale è fortemente consigliata, ed è offerta gratuitamente”.
"E' dimostrata la correlazione tra infezioni respiratorie ed eventi coronarici acuti – spiega il dottor Sbrogiò – e per questo prevenire l’influenza riduce, tra i soggetti cardiopatici, il rischio di questi eventi acuti". Le infezioni virali come l’influenza sottopongono l’organismo a uno stress tale da colpire negativamente la pressione sanguigna, la frequenza cardiaca e la funzionalità miocardica. Inoltre, le difficoltà respiratorie tipiche dell’influenza ostacolano l’ossigenazione del sangue, sottoponendo il cuore ad uno sforzo eccessivo per apportare ossigeno ai tessuti ed aumentando così il rischio di scompenso o infarto. "Nei soggetti cardiopatici la vaccinazione antinfluenzale – sottolinea il dottor Sbrogiò – aiuta inoltre a prevenire il rischio di ricadute per chi ha alle spalle una storia di malattie cardiovascolari.
"Quanto ai pazienti oncologici – spiega – va evidenziato che a causa delle terapie questi soggetti subiscono un abbassamento delle difese immunitarie, e sono quindi maggiormente vulnerabili all’influenza e ai suoi sintomi". In questi soggetti la durata dell’influenza tende ad essere maggiore rispetto ai pazienti immunocompetenti. Inoltre è più facile il rischio di infezioni batteriche secondarie, causa di polmoniti e gravi infezioni respiratorie. "Si raccomanda la vaccinazione – aggiunge il dottor Sbrogiò – sia ai sanitari che si occupano dell’assistenza del paziente oncologico, sia ai familiari, in modo da creare un effetto protettivo attorno al malato".
L'influenza, poi, è un nemico dichiarato dei soggetti diabetici: "I maggiori rischi per il paziente diabetico  sono legati a una serie di fattori correlati al diabete stesso: quasi il 60% dei pazienti con diabete è ultra 65enne, quindi molto spesso con pluripatologia, spesso di tipo cardiovascolare, con le stesse conseguenze già indicate per i cardiopatici. Inoltre l’influenza va evitata nei diabetici perché tende ad aumentare il livello di glucosio nel sangue: “Infine, i pazienti diabetici risultano più suscettibili alle infezioni in generale – conclude il dottor Sbrogiò – perché l’iperglicemia indebolisce il sistema immunitario, aumenta il danno ossidativo periferico e danneggia vasi e terminazioni nervose secondo lo schema sottostante”.

Inf: http://www.salute.gov.it/portale/influenza/dettaglioNotizieInfluenza.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=3933

 
Condividi questa pagina:
Ricerca nel sito